Motivazione e apprendimento

In questi ultimi due decenni lo studio psicologico della motivazione ad apprendere ha avuto un grande sviluppo e la dimensione motivazionale degli allievi ha acquistato centralità nel processo di insegnamento-apprendimento, accanto a quella comotivazione-e-apprendimentognitiva tradizionalmente studiata. Cosa si intende per Motivazione? Il termine deriva dal latino motus e indica ciò che ci spinge, la forza che ci guida verso un obiettivo, una meta.

Le motivazioni si possono distinguere principalmente in: Motivazioni intrinseche (Interesse, curiosità, desiderio di apprendere, di sentirsi competenti) e Motivazioni estrinseche (Lodi, premi, approvazione sociale, votazioni).

Secondo l’approccio comportamentista, la motivazione (come bisogno) spinge il soggetto alla ricerca della sua soddisfazione (es. il cibo), la soddisfazione costituisce il rinforzo che consolida la risposta dell’organismo. Nelle pratiche di insegnamento secondo Skinner il rinforzo (lodi-premi) deve essere utilizzato e calibrato in modi opportuni; anche l’ambiente deve essere opportunamente strutturato per rinforzare l’allievo. In questa direzione, possiamo distinguere tre dimensioni nel concetto di motivazione all’apprendimento: Continua a leggere

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Le Mappe Mentali: come realizzarle e quale utilità nella didattica

Le scienze cognitive provano che l’uomo non pensa per modelli lineari, così come dimostra la rete neuronale nell’elaborazione del nostro pensiero, eppure gli strumenti con cui l’uomo organizza e concle-mappe-mentaliretizza le sue idee seguono una logica sequenziale. Tra gli organizzatori grafici della conoscenza che gli studenti e i docenti usano come supporto allo studio, le mappe mentali occupano un posto di rilievo. Queste sono state ideate dallo psicologo inglese Tony Buzan, che partendo dagli studi sulla memoria e sulla possibilità della mente umana di associare concetti e informazioni in modo radiale e non lineare. Gli appunti lineari, infatti, presentano alcuni svantaggi: nascondo le parole chiave, rendono difficile il recupero delle informazioni, fanno perdere tempo, non stimolano la creatività dl cervello. Ispirandosi alla struttura dei neuroni, Buzan ha messo a punto il metodo delle mappe mentali per rappresentare i concetti: Continua a leggere

Strategie per un metodo di studio efficace

Lo studio è un tipo di apprendimento intenzionale che richiede l’attivazione di diversi processi cognitivi, tra i quali ad esempio: l’attenzione, la memoria, la percezione, la motivazione, il pensiero,metodo di studio il linguaggio, l’emozione. Un approccio metacognitivo e, quindi, uno studio sul funzionamento dei processi correlato al proprio funzionamento può costituire già di per sé un ottimo approccio allo studio. Chiaramente questo tipo di metodologia può essere suggerita ai ragazzi più grandi, con un livello di consapevolezza e autonomia più strutturati. Uno studente strategico può comunque avvalersi di diverse strategie che gli consentano di apprendere con maggiore facilità. Uno dei primi punti è relativo alla gestione del tempo. In particolare nei ragazzi con DSA l’organizzazione è un aspetto spesso deficitaria che necessita di attenzione. Può rivelarsi utile l’ausilio di tabelle-diario in cui sia possibile distinguere giorni e orari o dei Planner settimanali o mensili nei quali prevedere, in relazione alle discipline, il ripasso, gli esercizi, le pause, gli strumenti da usare. Continua a leggere

Studiare con le mappe: 5 utili indicazioni.

Come costruire una mappa concettuale? Negli ultimi anni, grazie anche alle indicazioni presenti nelle normative scolastiche, è cresciuto l’interesse nei confronti delle mappe come ausilio all’apprendimento. Nonostante l’uso sia conCome studiare con le mappesigliato e suggerito su più fronti, gli insegnanti spesso manifestano diverse perplessità in merito. A tanti sembra che le mappe siano strumento da concedere, di facilitazione per chi non ha un proprio metodo di studio, un sostitutivo delle abilità di memoria degli studenti, una riduzione dello sforzo per lo studio. Allo stesso tempo, anche gli alunni vivono negativamente l’esperienza delle mappe, innanzitutto le percepiscono come un aggravio del proprio studio, una perdita di tempo. Del resto però hanno una scarsa conoscenza dello strumento, ne associano l’uso a difficoltà scolastiche o disturbi specifici, quindi discriminatorio. Sono necessarie dunque alcune precisazioni. Le mappe (mentali o concettuali) permettono di raggiungere diversi obiettivi: consentono di descrivere, valutare, combinare, integrare, rappresentare idee e concetti; compiere manipolazioni concettuali; attivare la creatività; sviluppare strategie di studio alternative.

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