14 Motivi per Capovolgere la Didattica

Sembra essere l’ultima moda in fatto di didattica: titolo suggestivo, effetto novità e molti docenti probabilmente sospettosi prendono le distanze. Ricordiamo che l’attuale sistema scolastico è natoflipped lesson nel 1800 ed è simile al sistema industriale della catena di montaggio, in cui era necessario contrastare l’analfabetismo imponendo una massiva trasmissione delle conoscenze. È innegabile che in quella fase abbia funzionato, oggi la società è cambiata radicalmente e di conseguenza anche gli apprendimenti devono cambiare. Ciò che conta è la centralità dello studente e la costruzione di un ambiente per l’apprendimento e non per l’insegnamento. Cosa significa capovolgere la classe? Significa che ciò che tradizionalmente si faceva in classe ora si fa a casa e viceversa. I docenti preparano i video con le loro lezioni che i ragazzi guardano a casa, il giorno dopo in classe si discute di ciò che si è visto, si risponde alle domande degli alunni e si danno le consegne per il lavoro in classe: laboratorio, ricerca o attività di problem solving. Continua a leggere

Tutta un’altra scuola! Quella di oggi ha i giorni contati

Gli insegnanti, nonostante quanto sostenuto dai più, lavorano anche in vacanza: progetti, idee e programmi impegnano i pensieri dei docenti anche sotto l’ombrellone, ed è per questo che ho pensato di proporvi una lettura che può rivelarsi decisamente stimolante. In tanti fra voi cScuolaonoscono Giacomo Stella, docente ordinario di Psicologia clinica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore di molti corsi di perfezionamento in materia di apprendimento, nonché fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia. Molti di noi hanno avuto modo di incontrarlo durante attività formative, workshop e incontri sui temi della didattica e dei disturbi di apprendimento e ne conosciamo e apprezziamo la chiarezza espositiva e la lucida analisi dell’universo scolastico. Il suo ultimo libro “Tutta un’altra scuola” edito da Giunti (e disponibile in e-book) non tradisce il suo spirito di acuto osservatore che analizza, valuta e propone, anche con ironia, soluzioni a vantaggio dell’intera comunità scolastica.

“A scuola non stanno male solo gli scolari o gli studenti. Ci sono anche molti insegnanti che stanno male, hanno gli stessi sintomi dei loro studenti: vanno a scuola malvolentieri, restano spesso a casa, sono frustrati e a volte si sentono un po’ perseguitati dal dirigente o dalle famiglie”. Continua a leggere

L’APPRENDIMENTO COOPERATIVO (COOPERATIVE LEARNING)

Sperimentare un diverso metodo d’insegnamento, cambiare setting didattico o valutare nuove soluzioni educative può sembrare destabilizzante per la classe, ma è il vero fulcro di tutto il lavoro di un educatore. A volte i docenti devono affrontare resistenze legate ad cooperative-learningabitudini consolidate, a preferenze innate e questo può rappresentare un limite. Tempo fa leggevo: “Se una macchina del tempo consentisse a un nostro antenato […] di trascorrere una giornata nella nostra epoca […] certamente non riconoscerebbe quasi niente […]. Tuttavia, questo ipotetico visitatore probabilmente riconoscerebbe un’aula scolastica”. Siete d’accordo? La scuola resiste al cambiamento. Eppure la nostra società è improntata a
l cambiamento rapido, incessante, inesorabile e la scuola dovrebbe allenare e preparare ad una società in rapida trasformazione, dobbiamo considerare fin da subito la dimensione sociale della stessa scuola. Ecco, quindi, come il Cooperative Learning può rispondere a queste esigenze immediate. Continua a leggere

L’insegnante di sostegno: compiti e competenze.

Chi è l’insegnante di sostegno? Quali compiti assolve e quali competenze possiede? La risposta più comune, tra i non addetti ai lavori, descrive un docente dedicato esclusivamente ai l'insegnante di sostegnoportatori di handicap, invece, le normative delineano una figura ben diversa. Il  DPR 970 del 1975 all’art. 9  afferma  che  il personale  specializzato  non  è  assegnato agli allievi diversamente abili, ma: “a  scuole  normali  per  interventi  individualizzati  di  natura  integrativa  in  favore  della generalità  degli  alunni  e  in  particolare  di  quelli  che  presentano  specifiche  difficoltà  di apprendimento”. La Legge 104/1992 all’art. 13 dichiara: “Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti”. Continua a leggere

I “SINTOMI” della dislessia

Quali sono i sintomi della dislessia?” e “Si guarisce dalla dislessia?”. Queste sono le domande che più spesso miDSA e domande frequenti sono state rivolte da quando mi occupo di DSA. L’impatto con questa terminologia è sempre stato difficile per me, ma è necessario prendere atto della scarsa informazione che evidentemente ancora circola sull’argomento.  Parlare dei disturbi dell’apprendimento in questi termini significa considerare la dislessia e gli altri disturbi come delle vere e proprie malattie, e così non è! Innanzitutto, quindi, è utile fornire una corretta definizione: “Il termine Disturbi Specifici dell’Apprendimento si riferisce ad un gruppo eterogeneo di disturbi caratterizzati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità scolastiche, quali la capacità di lettura, di scrittura e di calcolo, non imputabili a fattori di disabilità grave e comunque definibili in base al mancato raggiungimento dei criteri attesi di apprendimento, rispetto alle potenzialità del soggetto”. Continua a leggere

Le difficoltà di comprensione- parte 2

Riprendiamo a parlare di difficoltà di comprensione. Nel precedente articolo abbiamo analizzato le prime delle quattro fasi suggerite: Anteprima, Scatto e blocco, Punti principali, ConclusionLe difficoltà di comprensionei. Come già detto, la comprensione è una delle abilità fondamentali, che interessa in modo trasversale tutte le discipline, pertanto è molto importante allenarla. Affrontate le prime due strategie, si passa alla fase dei punti principali, cioè si deve cogliere l’idea principale del testo o dei paragrafi, rielaborarla e sintetizzarla con parole proprie.

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Le difficoltà di comprensione

Spesso notiamo che alcuni dei nostri ragazzi hanno difficoltà di comprensione, sembrano leggere senza capire. Ma Le difficoltà di comprensionecosa possiamo fare per aiutarli ad allenare questa abilità? Del resto, la comprensione è una delle abilità fondamentali, che interessa in modo trasversale tutte le discipline, è così che ciascuno di noi acquisisce informazioni e aumenta le proprie conoscenze. La comprensione è probabilmente la vera competenza della lettura, la capacità di interagire con testo. Troppe volte ci limitiamo a sollecitare una rilettura più attenta, chiaramente insufficiente. Possiamo, invece, stimolare i ragazzi a sviluppare strategie più appropriate. Ciò che vi propongo è frutto di alcune letture che ho avuto modo di mettere in pratica, nello specifico mi ha molto ispirata un articolo della prof.ssa Riccarda Viglino. Si tratta si un percorso che prevede quattro passaggi strategici: 1. Anteprima: scorrere il testo e fare previsioni; 2. Scatto e blocco: fare il monitoraggio della comprensione e della conoscenza del vocabolario; 3.    Punti principali: identificare l’idea principale; 4. Conclusioni: porsi domande e comprendere il brano. Continua a leggere

La Scuola delle Competenze

I ragazzi che frequentano oggi le nostre scuole rappresentano la generazione dei cosiddetti nativi digitali (dei quali abbiamo parlato qui). Sono, e siamo, immersi in un mondo in cui l’accesso all’informazione è facile e rapido, insegnare quindi non è più un trasferimento diCompetenze saperi e nozioni, ma è un percorso di formazione dello studente competente. È importante crescere cittadini attivi, riflessivi e responsabili, capaci di confrontarsi con gli altri e consapevoli delle proprie capacità e abilità. La competenza è l’applicazione di un sapere in un dato contesto attuando i comportamenti più idonei alla produzione del risultato. È nella relazione tra sapere e fare che si colloca la questione della competenza. Non una semplice capacità di fare, non una semplice conoscenza, ma un saper applicare. Ma come possiamo aiutare gli studenti ad acquisire buoni livelli di competenza e ad imparare ad utilizzare ciò che apprendono? Continua a leggere

Le Prove Invalsi nella scuola dell’inclusione

Nella scorsa settimana, come ogni anno, i nostri studenti delle classi terze della seconda primaria, si soninvalsio cimentati nelle tanto temute quanto discusse Prove Invalsi. Mi sono sempre interrogata sulla loro utilità, certa di essere in buona compagnia. Provare per credere. Quanti di voi (e mi riferisco soprattutto ai non addetti ai lavori) hanno mai provato o anche solo visto questi test? E siamo sicuri di sapere esattamente cosa siano e a cosa servano? Innanzitutto, si tratta di test standardizzati nazionali per la rilevazione degli apprendimenti, che vengono somministrati nelle seconde e quinte elementari, terze medie e in tutte le seconde superiori. Continua a leggere

ATTIVITÀ ESTIVE PER I BAMBINI

Oggi vi propongo qualche idea per trascorrere la prossima estate insieme ai bambini coinvolgendolinsieme in vacamzai in attività divertenti e (perché no?) educative. Il gioco è il lavoro dei più piccoli, ed è giusto utilizzarlo per stimolare la loro creatività e la loro attenzione, approfittandone, anche, per trascorre insieme del tempo di qualità.

Ho pensato di suddividere le proposte per fascia d’età, così potrete valutare e scegliere più efficacemente. Continua a leggere