L’intelligenza emotiva

Cos’è l’intelligenza emotiva? Secondo lo psicologo statunitense Daniel Goleman, che ne ha formulato il costrutto teorico, con l’intelligenza emotiva si identifica un particolare tipo di intelligenza legintelligenza_emotivaato all’uso corretto delle emozioni. Sviluppare questo tipo di intelligenza può costituire un fattore determinante nel raggiungimento dei propri successi personali e professionali. Le emozioni hanno una tale forza che può ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi (pensiamo ad esempio alla paura), ma se adeguatamente gestite possono rappresentare un vantaggio competitivo in ogni ambito, aiutandoci a comunicare efficacemente, a saperci automotivare, a reagire meglio agli stimoli esterni. Non c’è dubbio che il classico Quoziente intellettivo (QI) sia importante per il nostro successo personale, accademico e professionale. Tuttavia l’intelligenza emotiva è altrettanto importante se non persino di più. Si potrebbe quasi dire che l’intelligenza emotiva sia un prerequisito per il corretto sviluppo e attuazione delle nostre capacità/abilità intellettuali. Continua a leggere

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Motivazione e apprendimento

In questi ultimi due decenni lo studio psicologico della motivazione ad apprendere ha avuto un grande sviluppo e la dimensione motivazionale degli allievi ha acquistato centralità nel processo di insegnamento-apprendimento, accanto a quella comotivazione-e-apprendimentognitiva tradizionalmente studiata. Cosa si intende per Motivazione? Il termine deriva dal latino motus e indica ciò che ci spinge, la forza che ci guida verso un obiettivo, una meta.

Le motivazioni si possono distinguere principalmente in: Motivazioni intrinseche (Interesse, curiosità, desiderio di apprendere, di sentirsi competenti) e Motivazioni estrinseche (Lodi, premi, approvazione sociale, votazioni).

Secondo l’approccio comportamentista, la motivazione (come bisogno) spinge il soggetto alla ricerca della sua soddisfazione (es. il cibo), la soddisfazione costituisce il rinforzo che consolida la risposta dell’organismo. Nelle pratiche di insegnamento secondo Skinner il rinforzo (lodi-premi) deve essere utilizzato e calibrato in modi opportuni; anche l’ambiente deve essere opportunamente strutturato per rinforzare l’allievo. In questa direzione, possiamo distinguere tre dimensioni nel concetto di motivazione all’apprendimento: Continua a leggere