DSA: Cosa fare dopo la diagnosi?

Cosa fare dopo la diagnosi di DSA? Per un genitore confrontarsi con le difficoltà di lettura del proprio figlio nodsa_cosa_fare_dopo_la_diagnosin è semplice; non è semplice capire che il proprio ragazzo che in tante situazioni familiari e sociali è sveglio, intelligente, vivace e brillante, non riesce come gli altri a fare un’operazione abbastanza automatica che è quella di collegare il suono di alcune lettere o di alcuni fonemi alle corrispondenti lettere scritte o grafemi. Così come non è semplice capire che, per affrontare questo disturbo e gli altri disturbi dell’apprendimento, il ragazzo ha bisogno di un intervento specifico e individualizzato.

Il percorso è diverso in base all’età e alla specificità del disturbo, in ogni caso il primo passo è la lettura della diagnosi. Continua a leggere

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Disturbi dell’apprendimento e didattica metacognitiva

La didattica metacognitiva rappresenta un valido intervento nella pratica educativa dei soggetti con DSA, perché agisce sulla natura dei percorsi evolutivi della persona; l’innovazione di tale didattica, in particolare, consiste nel nuovo modo di trasmettere i contenuti tradizionali delle varie aree curriculari. Un aspetto positivo dell’approccio metacognitivo è dsa-e-didattica-metacognitivarappresentato dal ruolo che viene attribuito dalla persona destinataria degli interventi di recupero; si punta infatti, esplicitamente, ad un ruolo attivo e di autodirezione, ad un ruolo competente e autonomo. Ciò significa informare il soggetto per renderlo coprotagonista del processo di apprendimento per la possibilità di sfruttare abilità, comportamenti e consapevolezze. Per quanto riguarda la motivazione, è importante che i processi di apprendimento vengano di volta in volta ancorati a un significato, ad uno scopo, ad una funzionalità che deve essere ben chiaro per il bambino. Utile alla motivazione del bambino sarà anche prevedere quali saranno i vantaggi relativi agli sforzi che lui sta facendo. Lo scopo delle tecniche metacognitive nella motivazione all’apprendimento è quello di far nascere l’auto-motivazione, cioè la voglia di scoprire, di essere realizzati nella comunicazione sociale e nelle proprie aspettative, ma soprattutto di riuscire a sviluppare il piacere nello svolgere attività di apprendimento. Troppo spesso per molti bambini, la lettura e la scrittura sono compiti che si esauriscono in se stessi (come rimanessero confinati all’interno del loro quaderno) e questo comporta, quanto meno, l’assenza di quei rinforzi motivazionali che potrebbero scaturire dalla compressione e dalla attivazione del loro valore sociale e della loro utilità personale. Purtroppo la lettura è insegnata come semplice capacità di decifrare e, cioè, come attività priva di significato. La parola, però, non è importante in quanto oggetto, ma in quanto portatrice di significato. È questo ciò che il bambino dovrà scoprire. Alcuni autori sostengono infatti che spesso i bambini con DSA sono carenti per quattro aspetti metacognitivi: Continua a leggere

Bravi insegnanti si nasce o si diventa? “The Economist” ci spiega how to make a good teacher.

Lo scorso 11 giugno sul famoso settimanale inglese The Economist è apparso un interessantediventare2 articolo di analisi sul lavoro degli insegnanti. Pochi mestieri sono necessari come quello dell’insegnante, sono infatti molti i fattori che determinano il successo di un bambino, ma niente conta quanto un insegnamento di qualità. Uno studio americano ha rilevato che in un singolo anno di insegnamento i migliori docenti riescono a preparare tre volte meglio i propri studenti, rispetto ai loro colleghi meno brillanti. Un altro studio suggerisce che, se gli alunni di colore avessero avuto un insegnamento migliore, il divario tra loro e gli studenti bianchi sarebbe scomparso con rapidità. Ma come si fa ad essere i migliori insegnanti? Bravi insegnanti si nasce o ci si può diventare?  Continua a leggere