Helicopter-parents: quali conseguenze.

Sostituirsi ai figli per cercare di proteggerli sempre e comunque, può pregiudicarne la capacità di farcela. La volontà dei genitori di proteggere i propri figli, in realtà, crea la condizione opposta. Oggi è helicopter-parentsnecessario essere flessibili, avere la capacità di reagire velocemente agli eventi e riuscire a venir fuori dalle difficoltà. La vita in famiglia, pertanto, dovrebbe essere una palestra. I genitori hanno il compito di educare alla vita, allenare i propri figli alle difficoltà del mondo esterno, invece, troppo spesso si trasformano in spazzaneve, arginando le difficoltà del percorso per evitare scivolate e rovinose cadute ai propri ragazzi. Nulla di più pericoloso. Mamme imparate dai gatti! Tempo fa, una mia carissima amica, mi raccontò in che modo le gatte preparano i cuccioli alla vita, un racconto che mi aprì gli occhi. In particolare, le gatte selvatiche sanno di dover trasmettere ai loro cuccioli tutte le tecniche di caccia, Continua a leggere

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I Bisogni Educativi Speciali a scuola

Ogni alunno, in continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta”. Così recita la Direttiva Ministeriale del 27 Dicembre 2012. I Bisogni Educativi Speciali includono tutte quelle condizioni fisiche, biologiche, fisiologiche, psicologiche e sociali che richiedono un’analisi del bisogno, un’individuazione delle problematiche, non disgiunte dall’identificazione delle risorse del soggetto, cioè i suoi punti di forza. Ecco perché il concetto di BES poggia le basi su una visione globale della persona, fondata sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto.bes-scuola

Quali alunni possono manifestare BES?

  1. Alunni con patologie con diagnosi clinica certificata (Legge 104\92 e Legge 170\2010);
  2. Alunni con patologie su diagnosi non certificata;
  3. Alunni con problematiche emerse a scuola.

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Strategie per un metodo di studio efficace

Lo studio è un tipo di apprendimento intenzionale che richiede l’attivazione di diversi processi cognitivi, tra i quali ad esempio: l’attenzione, la memoria, la percezione, la motivazione, il pensiero,metodo di studio il linguaggio, l’emozione. Un approccio metacognitivo e, quindi, uno studio sul funzionamento dei processi correlato al proprio funzionamento può costituire già di per sé un ottimo approccio allo studio. Chiaramente questo tipo di metodologia può essere suggerita ai ragazzi più grandi, con un livello di consapevolezza e autonomia più strutturati. Uno studente strategico può comunque avvalersi di diverse strategie che gli consentano di apprendere con maggiore facilità. Uno dei primi punti è relativo alla gestione del tempo. In particolare nei ragazzi con DSA l’organizzazione è un aspetto spesso deficitaria che necessita di attenzione. Può rivelarsi utile l’ausilio di tabelle-diario in cui sia possibile distinguere giorni e orari o dei Planner settimanali o mensili nei quali prevedere, in relazione alle discipline, il ripasso, gli esercizi, le pause, gli strumenti da usare. Continua a leggere

Pronti per tornare a scuola? 5 Consigli per affrontare il rientro

L’anno scolastico sta per iniziare, il percorso sarà ancora una volta lungo e impegnativo ma certamente pieno di emozioBack to Schoolni. Ritornare alla quotidianità può essere causa di ansia e di stress, per adulti e ragazzi, e in particolare la scuola, che per molti anni rappresenta il fulcro nella vita dei bambini e delle loro famiglie, è un luogo in cui si riversano grandi aspettative ma anche ansie e timori, quindi, è importante saper gestire le emozioni specie a tutela dei più piccoli. Chiaramente bisogna saper valutare se le ansie dei nostri bambini sono legate a cause di malessere più generali (pensiamo al bullismo o alle difficoltà scolastiche), nel complesso possono bastare piccoli accorgimenti per rendere il rientro più sereno. Continua a leggere

Le disavventure scolastiche di Hank Zipzer, brillante bambino dislessico.

Henry Winkler è passato alla storia come Fonzie, il personaggio della fortunatissima serie TV Happy Days, da un po’ dopo aver appeso al chiodo il giubbotto di pelle, ha iniziato a scrivere libri per bambini. Hank Zipzer ha nove anni, una sorella con un’iguana come animale domestico ed Henry Winkler Dislessiaè dislessico. La scrittura è per lui una delle cose più difficili al mondo, esamina le parole, le tiene in mente, ma quando arriva il momento di utilizzarle, le dimentica. Hank è un nomignolo per Henry, perché sì, Henry Winkler è dislessico e la storia di Hank è anche un po’ la sua. Winkler ha scoperto di essere dislessico soltanto a 31 anni ed è per questo che racconta così bene la storia di Hank e di tutti i suoi sistemi per sfuggire alle consegne scolastiche. I libri sono stati scritti a quattro mani da Winkler e Liv Oliver, scrittrice e produttrice di serie televisive per bambini. Insieme scrivono in modo scorrevole, chiaro, adatto ai lettori più giovani. La storia di Hank ci consente di entrare  nella vita di un bambino dislessico,  Continua a leggere

Tutta un’altra scuola! Quella di oggi ha i giorni contati

Gli insegnanti, nonostante quanto sostenuto dai più, lavorano anche in vacanza: progetti, idee e programmi impegnano i pensieri dei docenti anche sotto l’ombrellone, ed è per questo che ho pensato di proporvi una lettura che può rivelarsi decisamente stimolante. In tanti fra voi cScuolaonoscono Giacomo Stella, docente ordinario di Psicologia clinica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore di molti corsi di perfezionamento in materia di apprendimento, nonché fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia. Molti di noi hanno avuto modo di incontrarlo durante attività formative, workshop e incontri sui temi della didattica e dei disturbi di apprendimento e ne conosciamo e apprezziamo la chiarezza espositiva e la lucida analisi dell’universo scolastico. Il suo ultimo libro “Tutta un’altra scuola” edito da Giunti (e disponibile in e-book) non tradisce il suo spirito di acuto osservatore che analizza, valuta e propone, anche con ironia, soluzioni a vantaggio dell’intera comunità scolastica.

“A scuola non stanno male solo gli scolari o gli studenti. Ci sono anche molti insegnanti che stanno male, hanno gli stessi sintomi dei loro studenti: vanno a scuola malvolentieri, restano spesso a casa, sono frustrati e a volte si sentono un po’ perseguitati dal dirigente o dalle famiglie”. Continua a leggere

Bambini al mare

Il mare e la sabbia sono uno stimolo naturale che aiuta a liberare la fantasia dei bambini favorendo il loro sviluppo motorio, manuale e creativo. I raggi solari aumentano la produzione di vitamina D (fondamentale per lo sviluppo del sistema scheletrico) stimolano il metabolismo acbambini al marecelerando l’attività cellulare, migliorano l’umore e, per finire, rafforzano il sistema immunitario. Come aiutarli a prendere confidenza con l’acqua? Ogni bambino ha i suoi tempi e dobbiamo rispettarli, senza trasmettergli le nostre paure. Resistiamo alla voglia di forzarli, i primi giorni può essere d’aiuto avvicinarsi al mare tenendolo vicino, fargli bagnare i piedi e giocare con le piccole onde sul bagnasciuga. Successivamente per l’immersione tenete conto che la posizione ideale per cominciare a spostarsi nell’acqua è quella obliqua, in cui l’equilibrio del bambino è più stabile e la testa può stare completamente fuori dall’acqua.

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“Cosa vuoi fare da grande?”

Ciascuno di noi ha subito l’assillo di questa domanda, e con stupefacente leggerezza, quasi fosse un rituale, non abbiamo risparmiato le generazioni successive alla nostra. Quanto è stato difficile trovarcosa fuori fare da grande_e una risposta? Alcuni individuano la propria passione e non fanno altro che seguirla, ma non per tutti è così. Quanti di voi hanno cambiato idea col tempo o hanno seguito percorsi differenti, in successione o contemporaneamente? La società e la nostra cultura ci chiedono di essere degli specialisti, dei profondi conoscitori di un unico ambito e chi non riesce a scegliere, a darsi quell’univoca direzione, è colto dalla frustrazione, e quello che da bambini era un gioco fatto di sogni e immaginazione diventa il peggiore degli incubi. Cosa voglio fare? È una scelta importante, fondamentale che ci pone in condizione di valutare prospettive, interessi, ambizioni e coniugarle in un’unica possibilità. Avere molteplici interessi e ambizioni, lasciarsi trascinare da una passione fino ad esaurirla per poi passare alla successiva, non è per nulla una stranezza. Quando abbiamo deciso che l’essere eclettici è un difetto?

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Le intelligenze multiple di Gardner

Noi tendiamo a dare una spiegazione logica a tutto ciò che ci circonda basandoci per lo più su vista e udito, senza tenere conto che ci sono più canali sensoriali, così come esistono più tipi di intelliintelligenze multiplegenze e più tipi di memoria, delle quali spesso non teniamo conto. Se, invece, ad esempio riuscissimo ad individuare il tipo di intelligenza che i nostri ragazzi usano in modo prevalente nello svolgere i diversi compiti (scolastici e non) da insegnanti e da genitori sarebbe molto più semplice educarli e guidarli. Lo psicologo statunitense Howard Gardner ha distinto ben 9 tipi fondamentali d’intelligenza, localizzati in parti differenti del cervello, di cui fa parte anche l’intelligenza logico-matematica (l’unica su cui era basato l’originale test di misurazione del QI). Queste intelligenze possono essere innate o presenti in piccole dosi e comunque si manifestano tutte durante l’esistenza di un individuo. Il punto di partenza della concezione di Gardner è la convinzione che la teoria classica dell’intelligenza, basata sul presupposto che esista un fattore unitario, misurabile tramite il QI, sia errata. Ogni persona è dotata di almeno nove intelligenze ovvero, è intelligente in almeno nove modi diversi. Continua a leggere

Imparare a leggere … giocando!

Come insegnare a leggere ai bambini? Nell’era della tecnologia è naturale che i nativi digitali imparinImparare a leggere ... giocando!o anche attraverso strumenti informatici cui noi non eravamo (o non siamo, in alcuni casi) abituati. Tablet, smartphone e computer hanno invaso la nostra quotidianità riuscendo a fornirci valide soluzioni, rapide e a portata di mano, per gestire una immensa quantità di situazioni. Così anche le modalità di apprendimento sono cambiate. Sono state sviluppate moltissime applicazioni educative che ci offrono la possibilità di accompagnare i bambini all’uso della tecnologia, senza che questa diventi una baby sitter! In questo articolo vi propongo le prime 3 applicazioni gratuite utili ad avvicinare i bambini alla lettura. Continua a leggere