ADHD: Come riconoscerlo e come gestirlo a scuola.

L’ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività) è un disturbo evolutivo dell’auto controllo di origine neurobiologica, è un disturbo pervasivo e pertanto incide su tutti i contesti e ambienti. Risulta più gestibile nel rapporto uno a uno, mentre presenta sempre difficoltà nella frequenza scolastica, nel giocare con i coetanei, nella convivenza serena con i gensindrome-da-deficit-di-attenzione-e-iperattivitaitori, nell’inserirsi normalmente all’interno della società. Quindi, possiamo dire che un bambino solo disattento o iperattivo solamente a scuola molto probabilmente non è un ADHD. Un ADHD manifesta un deficit di attenzione connesso a iperattività e impulsività, e in generale possiamo osservare: difficoltà a mantenere l’attenzione, facilità nel commettere errori di distrazione, mancata attenzione per l’interlocutore, difficoltà a seguire le istruzioni e a portare a termine i compiti scolastici, difficoltà organizzative, evitamento di compiti che richiedono uno sforzo continuativo, perdita di oggetti e strumenti, sbadataggine, irrequietezza, difficoltà a rimanere al proprio posto in classe, tendenza a parlare molto e ad interrompere gli altri. In base alla descrizione proposta, si possono osservare tre sottotipi: Continua a leggere

L’APPRENDIMENTO COOPERATIVO (COOPERATIVE LEARNING)

Sperimentare un diverso metodo d’insegnamento, cambiare setting didattico o valutare nuove soluzioni educative può sembrare destabilizzante per la classe, ma è il vero fulcro di tutto il lavoro di un educatore. A volte i docenti devono affrontare resistenze legate ad cooperative-learningabitudini consolidate, a preferenze innate e questo può rappresentare un limite. Tempo fa leggevo: “Se una macchina del tempo consentisse a un nostro antenato […] di trascorrere una giornata nella nostra epoca […] certamente non riconoscerebbe quasi niente […]. Tuttavia, questo ipotetico visitatore probabilmente riconoscerebbe un’aula scolastica”. Siete d’accordo? La scuola resiste al cambiamento. Eppure la nostra società è improntata a
l cambiamento rapido, incessante, inesorabile e la scuola dovrebbe allenare e preparare ad una società in rapida trasformazione, dobbiamo considerare fin da subito la dimensione sociale della stessa scuola. Ecco, quindi, come il Cooperative Learning può rispondere a queste esigenze immediate. Continua a leggere

Educare alla diversità

La scuola è luogo d’incontro e di relazione, del resto l’esperienza formativa di ciascuno di noi è caratterizzata da continue presenze dell’altro. Entrare in relazione con l’altro ovviamente significa entrare in contatto con un’altra identità, cioè con qualcuno che è diverso da me. In questo Educare alla diversità (2)modo, oltre a conoscere maggiormente la mia identità, io posso arricchirmi grazie all’alterità. Esiste un IO proprio in quanto è presente un TU con cui confrontarmi, un EGLI da cui differenziarci, e così via. Ma non sempre questo dialogo è adeguatamente riconosciuto e valorizzato. La diversità è spesso vista in chiave negativa, come minaccia della propria identità e per questo la presenza del diverso frequentemente genera sentimenti di paura, ansia, sospetto. Tutto ciò determina (ahi noi!) comportamenti di violenza e discriminazione ed è per questo che è fondamentale rivedere il ruolo della scuola. Continua a leggere