Come costruire il Piano Didattico Personalizzato

La legge 170/2010 e i decreti attuativi stabiliscono l’obbligo di redigere annualmente per gli alunni con DSA il Piano Didattico Personalizzato. Ma di cosa si tratta? Il PDP è un progetto  o programma chCome costruire il Piano Didattico Personalizzatoe ha lo scopo di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’apprendimento dell’alunno con l’uso di strategie e metodologie diversificate e quindi personalizzate. Cosa deve contenere il PDP? I dati anagrafici dell’alunno, le tipologie del disturbo, le attività didattiche individualizzate, le misure dispensative adottate e le forme di verifica e valutazione personalizzate. Questo documento è efficace se modifica realmente i comportamenti e i procedimenti attivati a scuola e anche a casa da parte di insegnanti e genitori. Il Piano deve contenere indicazioni che siamo significative, anche poche ma importanti, realistiche, che siano alla portata dell’alunno, coerenti, ovvero senza contraddizioni tra le varie discipline, concrete e verificabili, indicazioni precise e non interpretabili. Inoltre, il Piano deve essere continuamente verificato e monitorato. Chi redige il PDP? Il Piano viene redatto dal team di docenti o dal Consiglio di classe, una volta acquisita la diagnosi. È consigliabile, in una fase preparatoria, un incontro tra docenti, famiglia e specialisti per confrontarsi e scambiarsi utili informazioni e indicazioni. Quali compiti ha il docente? Continua a leggere

Individuare precocemente i Disturbi dell’Apprendimento

Secondo uno studio condotto dal Comitato Nazionale di ricerca sull’epidemiologia della dislessia del 2012, su individuazione precoce DSA94 classi quarte della scuola primaria circa il 3% dei bambini è risultato dislessico. Se consideriamo i disturbi dell’apprendimento in generale allora almeno il 4% della popolazione scolastica ha un DSA. Queste informazioni in premessa servono sottolineare l’importanza di un’identificazione precoce del disturbo e della definizione di un intervento mirato. Sono molte le scuole che si sono attivate attuando screening, valutazioni e interventi, ma nel caso di bambini con DSA occorre un’attenzione speciale. Cosa si può osservare nel contesto classe? Continua a leggere

Steve Jobs e la dislessia

La rivoluzione digitale degli ultimi anni ha cambiato le nostre abitudini di vita, computer e smartphone sono diventati i nostri migliori amici e se c’è qualcuno che ha contribuito più di altri a rendere la tecnologia davvero a portata di mano certamente è stato Steve Jobsteve jobs e la dislessias. Steven Paul Jobs nasce il 24 febbraio 1955 a San Francisco (California) da Joanne Carole Schieble e Abdulfattah “John” Jandali, uno studente siriano, che sarebbe diventato in seguito un professore di scienze politiche. La madre biologica, anche lei studentessa universitaria, temendo di non potergli garantire un futuro dignitoso, lo diede in adozione. Quindi, Steve viene adottato da Paul e Clara Jobs, della Santa Clara Valley, sempre in California. Egli stesso racconta di essere stato era una vera peste da piccolo e di portare serpenti e mini-bombe in classe durante l’orario di scuola. Si diploma a 17 anni alla Homestead High School di Cupertino, paese che diventerà il terreno dei quartieri generali della sua creatura futura: la Apple. Nello stesso anno Steve Jobs si iscrive al Reed College di Portland, soprattutto per rivolgere l’attenzione alla sua principale passione, l’informatica, ma dopo un semestre abbandona l’università ed inizia a lavorare in Atari come programmatore di videogames, perlomeno fino a quando raggiunge il quantitativo di denaro necessario per poter partire per un viaggio verso l’India. Intuizione e  curiosità sono state le sue compagne di vita.

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Le disavventure scolastiche di Hank Zipzer, brillante bambino dislessico.

Henry Winkler è passato alla storia come Fonzie, il personaggio della fortunatissima serie TV Happy Days, da un po’ dopo aver appeso al chiodo il giubbotto di pelle, ha iniziato a scrivere libri per bambini. Hank Zipzer ha nove anni, una sorella con un’iguana come animale domestico ed Henry Winkler Dislessiaè dislessico. La scrittura è per lui una delle cose più difficili al mondo, esamina le parole, le tiene in mente, ma quando arriva il momento di utilizzarle, le dimentica. Hank è un nomignolo per Henry, perché sì, Henry Winkler è dislessico e la storia di Hank è anche un po’ la sua. Winkler ha scoperto di essere dislessico soltanto a 31 anni ed è per questo che racconta così bene la storia di Hank e di tutti i suoi sistemi per sfuggire alle consegne scolastiche. I libri sono stati scritti a quattro mani da Winkler e Liv Oliver, scrittrice e produttrice di serie televisive per bambini. Insieme scrivono in modo scorrevole, chiaro, adatto ai lettori più giovani. La storia di Hank ci consente di entrare  nella vita di un bambino dislessico,  Continua a leggere

Tutta un’altra scuola! Quella di oggi ha i giorni contati

Gli insegnanti, nonostante quanto sostenuto dai più, lavorano anche in vacanza: progetti, idee e programmi impegnano i pensieri dei docenti anche sotto l’ombrellone, ed è per questo che ho pensato di proporvi una lettura che può rivelarsi decisamente stimolante. In tanti fra voi cScuolaonoscono Giacomo Stella, docente ordinario di Psicologia clinica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore di molti corsi di perfezionamento in materia di apprendimento, nonché fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia. Molti di noi hanno avuto modo di incontrarlo durante attività formative, workshop e incontri sui temi della didattica e dei disturbi di apprendimento e ne conosciamo e apprezziamo la chiarezza espositiva e la lucida analisi dell’universo scolastico. Il suo ultimo libro “Tutta un’altra scuola” edito da Giunti (e disponibile in e-book) non tradisce il suo spirito di acuto osservatore che analizza, valuta e propone, anche con ironia, soluzioni a vantaggio dell’intera comunità scolastica.

“A scuola non stanno male solo gli scolari o gli studenti. Ci sono anche molti insegnanti che stanno male, hanno gli stessi sintomi dei loro studenti: vanno a scuola malvolentieri, restano spesso a casa, sono frustrati e a volte si sentono un po’ perseguitati dal dirigente o dalle famiglie”. Continua a leggere

I “SINTOMI” della dislessia

Quali sono i sintomi della dislessia?” e “Si guarisce dalla dislessia?”. Queste sono le domande che più spesso miDSA e domande frequenti sono state rivolte da quando mi occupo di DSA. L’impatto con questa terminologia è sempre stato difficile per me, ma è necessario prendere atto della scarsa informazione che evidentemente ancora circola sull’argomento.  Parlare dei disturbi dell’apprendimento in questi termini significa considerare la dislessia e gli altri disturbi come delle vere e proprie malattie, e così non è! Innanzitutto, quindi, è utile fornire una corretta definizione: “Il termine Disturbi Specifici dell’Apprendimento si riferisce ad un gruppo eterogeneo di disturbi caratterizzati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità scolastiche, quali la capacità di lettura, di scrittura e di calcolo, non imputabili a fattori di disabilità grave e comunque definibili in base al mancato raggiungimento dei criteri attesi di apprendimento, rispetto alle potenzialità del soggetto”. Continua a leggere

Le Prove Invalsi nella scuola dell’inclusione

Nella scorsa settimana, come ogni anno, i nostri studenti delle classi terze della seconda primaria, si soninvalsio cimentati nelle tanto temute quanto discusse Prove Invalsi. Mi sono sempre interrogata sulla loro utilità, certa di essere in buona compagnia. Provare per credere. Quanti di voi (e mi riferisco soprattutto ai non addetti ai lavori) hanno mai provato o anche solo visto questi test? E siamo sicuri di sapere esattamente cosa siano e a cosa servano? Innanzitutto, si tratta di test standardizzati nazionali per la rilevazione degli apprendimenti, che vengono somministrati nelle seconde e quinte elementari, terze medie e in tutte le seconde superiori. Continua a leggere

“Il mio PerCorso” – Testimonianze di giovani dislessici.

Negli scorsi mesi, insieme all’Associazione PerCorsi Onuls Imparare ad Imparare, di cui sono presidente, e con la collIl mio percorso Staborazione della sezione AID di Cosenza, abbiamo organizzato degli incontri sul tema Dislessia e DSA. Un’esperienza emozionante e formativa al tempo stesso.

Si è trattato di sei incontri in tre scuole cosentine dal titolo “Il mio PerCorsoTestimonianze di giovani dislessici”. Gli istituti scolastici hanno ospitato Anita Stabellini e Victoria Aiello, appartenenti al gruppo Progetti Giovani AID, impegnate abitualmente nei tour nazionali del MyStory. Continua a leggere

ATTIVITÀ ESTIVE PER I BAMBINI

Oggi vi propongo qualche idea per trascorrere la prossima estate insieme ai bambini coinvolgendolinsieme in vacamzai in attività divertenti e (perché no?) educative. Il gioco è il lavoro dei più piccoli, ed è giusto utilizzarlo per stimolare la loro creatività e la loro attenzione, approfittandone, anche, per trascorre insieme del tempo di qualità.

Ho pensato di suddividere le proposte per fascia d’età, così potrete valutare e scegliere più efficacemente. Continua a leggere

Nati per contare

La nostra vita è caratterizzata dai numeri: leggere l’ora, calcolare il conto della pizzeria, i gramminumeri di pasta cucinare. Quindi la capacità di gestire e manipolare queste informazioni è fondamentale per interagire in modo efficacie con l’ambiente che ci circonda. La capacità di concepire pensare il mondo in termini di numeri e quantità di numeri è detta intelligenza numerica. Questa capacità è innata in noi, cos’ come la capacità di concepire i colori, si tratta di processi automatici che non possiamo evitare. Continua a leggere