Le disavventure scolastiche di Hank Zipzer, brillante bambino dislessico.

Henry Winkler è passato alla storia come Fonzie, il personaggio della fortunatissima serie TV Happy Days, da un po’ dopo aver appeso al chiodo il giubbotto di pelle, ha iniziato a scrivere libri per bambini. Hank Zipzer ha nove anni, una sorella con un’iguana come animale domestico ed Henry Winkler Dislessiaè dislessico. La scrittura è per lui una delle cose più difficili al mondo, esamina le parole, le tiene in mente, ma quando arriva il momento di utilizzarle, le dimentica. Hank è un nomignolo per Henry, perché sì, Henry Winkler è dislessico e la storia di Hank è anche un po’ la sua. Winkler ha scoperto di essere dislessico soltanto a 31 anni ed è per questo che racconta così bene la storia di Hank e di tutti i suoi sistemi per sfuggire alle consegne scolastiche. I libri sono stati scritti a quattro mani da Winkler e Liv Oliver, scrittrice e produttrice di serie televisive per bambini. Insieme scrivono in modo scorrevole, chiaro, adatto ai lettori più giovani. La storia di Hank ci consente di entrare  nella vita di un bambino dislessico,  Continua a leggere

I “SINTOMI” della dislessia

Quali sono i sintomi della dislessia?” e “Si guarisce dalla dislessia?”. Queste sono le domande che più spesso miDSA e domande frequenti sono state rivolte da quando mi occupo di DSA. L’impatto con questa terminologia è sempre stato difficile per me, ma è necessario prendere atto della scarsa informazione che evidentemente ancora circola sull’argomento.  Parlare dei disturbi dell’apprendimento in questi termini significa considerare la dislessia e gli altri disturbi come delle vere e proprie malattie, e così non è! Innanzitutto, quindi, è utile fornire una corretta definizione: “Il termine Disturbi Specifici dell’Apprendimento si riferisce ad un gruppo eterogeneo di disturbi caratterizzati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità scolastiche, quali la capacità di lettura, di scrittura e di calcolo, non imputabili a fattori di disabilità grave e comunque definibili in base al mancato raggiungimento dei criteri attesi di apprendimento, rispetto alle potenzialità del soggetto”. Continua a leggere

ATTIVITÀ ESTIVE PER I BAMBINI

Oggi vi propongo qualche idea per trascorrere la prossima estate insieme ai bambini coinvolgendolinsieme in vacamzai in attività divertenti e (perché no?) educative. Il gioco è il lavoro dei più piccoli, ed è giusto utilizzarlo per stimolare la loro creatività e la loro attenzione, approfittandone, anche, per trascorre insieme del tempo di qualità.

Ho pensato di suddividere le proposte per fascia d’età, così potrete valutare e scegliere più efficacemente. Continua a leggere

Nati per contare

La nostra vita è caratterizzata dai numeri: leggere l’ora, calcolare il conto della pizzeria, i gramminumeri di pasta cucinare. Quindi la capacità di gestire e manipolare queste informazioni è fondamentale per interagire in modo efficacie con l’ambiente che ci circonda. La capacità di concepire pensare il mondo in termini di numeri e quantità di numeri è detta intelligenza numerica. Questa capacità è innata in noi, cos’ come la capacità di concepire i colori, si tratta di processi automatici che non possiamo evitare. Continua a leggere

Gli stili di attribuzione: aspetti emotivi dell’apprendimento

Processi cognitivi e sistemi motivazionali sono strettamente connessi e influiscono sull’apprendimecuorento. La percezione di essere riusciti a superare un compito accresce il desiderio di procedere nell’impegno, mentre la continua frustrazione è causa di rinuncia. Lo studente che vive costantemente situazioni di frustrazione vedrà compromesso il suo senso di autoefficacia. Si percepisce incapace e immagina di essere riconosciuto tale anche da insegnanti, familiari e compagni. Un’analisi degli stili di attribuzione (di chi è il merito? Di chi è la colpa?) è fondamentale per aiutare i nostri ragazzi ad accrescere la motivazione e di conseguenza l’impegno nello studio. Continua a leggere

IMPARARE A LEGGERE: COSA FARE QUANDO LA DECODIFICA DIVENTA DIFFICILE.

Quando i nostri bambini iniziano il processo di alfabetizzazione formalizzata, e sono quindi sottoposti all’insegnamentoleggere sistematico della lettura, in alcuni casi possono manifestare difficoltà dell’automatizzazione della decodifica (grafema-fonema).  Queste difficoltà possono permanere anche negli anni successivi e il bambino può presentare una lettura fonologica intermedia (cioè decifrare parti della stringa) e una lettura lessicale limitata a poche parole. Continua a leggere

Storie di Straordinaria Dislessia

Storie

In questi giorni al Salone del Libro di Torino è stato presentato il libro “Storie di Straordinaria Dislessia” scritto da Rossella Grenci, logopedista, blogger e autrice, e Daniele Zanoni, dislessico adulto, dottore in fisica e formatore.  Continua a leggere

SVOGLIATO? NO, DISLESSICO.

Spesso i nostri ragazzi sembrano svogliati e poco inclini allo studio e il loro rendimento scolastico sembra confermarlo. Eppure tanto da insegnanti quanto da genitori, siamo pienamente consapevoli delle loro abilità e capacità, così evidenti in altri ambiti. Proviamo però a farci qualSVOGLIATO_che domanda in più. Cosa sappiamo dell’apprendimento e dei canali preferenziali ad esso correlati dei nostri ragazzi? Nell’uso corrente apprendere è sinonimo di imparare, in realtà si tratta di un vero e proprio processo che si verifica quando una variazione significativa delle condizioni ambientali (stimolo) determina una modificazione reale (che permane nel tempo) del comportamento (risposta). Non sempre però questa modificazione avviene, per tanto non si genera apprendimento. Nella maggior parte dei casi è l’inadeguatezza dello stimolo a determinare la mancanza di modificazioni e su questo principio si fondano la maggior parte degli studi di docimologia, disciplina ancora più importante se parliamo di disturbi dell’apprendimento. Continua a leggere