Un gioco alla scoperta dei mestieri

gioco-citta-dei-mestieriCome scegliere la scuola secondaria? Restano ancora pochi giorni per l’iscrizione alle classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e molti ragazzi e le loro famiglie si interrogano in queste ore su questa scelta delicata e importante. Qualche tempo fa ti ho proposto un articolo con alcuni spunti su cui riflettere per definire la scelta, oggi, invece, voglio parlarti di un interessante incontro che a riguardo si è tenuto nei giorni scorsi a Torino presso La Città dei Mestieri. È stato presentato il gioco educativo La Città dei Mestieri, si tratta di un gioco di carte sulle professioni rivolto proprio a ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo grado, con cui ci si propone di far avvicinare i giovani al mondo del lavoro in modo divertente. Continua a leggere

Annunci

Strumenti compensativi: la Sintesi Vocale.

la-sintesi-vocaleNella tua esperienza ti sarà capitato di osservare un ragazzo dislessico che rimugina per ore davanti allo stesso capitolo, ma che supera velocemente ogni difficoltà se qualcun altro lo legge per lui a voce alta. La compensazione per la dislessia parte da questo presupposto, e poiché si punta all’autonomia si sostituisce il lettore in carne ed ossa con lo strumento del computer con sintesi vocale.

Ma funziona davvero? E funziona sempre?

Perché questo accada sono necessarie due condizioni preliminari:

  1. Il ragazzo non deve manifestare problemi nella comprensione in ascolto;
  2. Si deve essere in grado di superare i limiti espressivi della sintesi vocale sfruttandone adeguatamente le potenzialità.

Come ben saprai, la sintesi vocale è solo un altro modo di leggere, del resto si può leggere con tutti i sensi e nel caso della sintesi vocale possiamo dire che si legge con le orecchie. Ciò che i ragazzi mal sopportano della sintesi vocale non è tanto la voce meccanica o monocorde ma la mancanza di espressività, gli accenti e le pause sbagliate, che sono l’effetto di una macchina che, in quanto tale, non capisce ciò che sta leggendo. Continua a leggere

Il messaggio pedagogico di don Milani nella scuola di oggi!

A quasi cinquant’anni dalla sua scomparsa don Lorenzo Milani con suo pensiero pedagogico e la scuola di Barbiana sono ancora indiscutibilmente attuali; il suo spirito e l’impresa da lui realizzata possono ancora animare ed essere d’esempio per gli educatori. Riflettere oggi sul metodo pedagogico di Don Milani radon-lorenzo-milanippresenta una concreta opportunità per la realizzazione di una scuola inclusiva e attenta ai bisogni dei ragazzi. Don Milani considerava la scuola di Stato discriminatoria, selettiva e classista, al punto da spingere i soggetti indigenti e più svantaggiati socialmente e culturalmente (quelli che oggi classifichiamo tra i BES) alla dispersione scolastica . Don Milani rivalutava le culture alternative, rivalutava la tradizione orale e popolare e sottolineava l’esigenza di una cultura viva, data dalla stretta interazione tra scuola , istruzione ­e realtà sociale (una didattica per competenze). Per questo egli chiese più istruzione: l’istituzione del doposcuola, delle scuole a tempo pieno; voleva che la scuola si aprisse al sociale, alla solidarietà, affinché i ragazzi avessero l’opportunità di manifestare con chiarezza ed immediatezza il proprio pensiero.

Continua a leggere

La Didattica per competenze

La  didattica delle competenze  consente di organizzare  una formazione che non fornisca solo conoscenze e abilità, ma incide sulla cultura,   sugli   atteggiamenti   e   sui comportamenti   della pla-didattica-per-competenzeersona. La Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 definisce il Quadro Europeo delle Qualifiche e dei Titoli (EQF European Qualification Framework) e fornisce le definizioni di:

Conoscenze: risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le  conoscenze  sono  un  insieme  di  fatti,  principi,  teorie  e  pratiche  relative  ad  un settore  di  lavoro  o  di  studio.  Nel  contesto  del  Quadro  europeo  delle  qualifiche  le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche.

Abilità:  indicano  le  capacità  di  applicare  conoscenze  e  di  utilizzare  know-how  per portare a termine compiti e risolvere problemi.

Continua a leggere

I Bisogni Educativi Speciali a scuola

Ogni alunno, in continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta”. Così recita la Direttiva Ministeriale del 27 Dicembre 2012. I Bisogni Educativi Speciali includono tutte quelle condizioni fisiche, biologiche, fisiologiche, psicologiche e sociali che richiedono un’analisi del bisogno, un’individuazione delle problematiche, non disgiunte dall’identificazione delle risorse del soggetto, cioè i suoi punti di forza. Ecco perché il concetto di BES poggia le basi su una visione globale della persona, fondata sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto.bes-scuola

Quali alunni possono manifestare BES?

  1. Alunni con patologie con diagnosi clinica certificata (Legge 104\92 e Legge 170\2010);
  2. Alunni con patologie su diagnosi non certificata;
  3. Alunni con problematiche emerse a scuola.

Continua a leggere

L’APPRENDIMENTO COOPERATIVO (COOPERATIVE LEARNING)

Sperimentare un diverso metodo d’insegnamento, cambiare setting didattico o valutare nuove soluzioni educative può sembrare destabilizzante per la classe, ma è il vero fulcro di tutto il lavoro di un educatore. A volte i docenti devono affrontare resistenze legate ad cooperative-learningabitudini consolidate, a preferenze innate e questo può rappresentare un limite. Tempo fa leggevo: “Se una macchina del tempo consentisse a un nostro antenato […] di trascorrere una giornata nella nostra epoca […] certamente non riconoscerebbe quasi niente […]. Tuttavia, questo ipotetico visitatore probabilmente riconoscerebbe un’aula scolastica”. Siete d’accordo? La scuola resiste al cambiamento. Eppure la nostra società è improntata a
l cambiamento rapido, incessante, inesorabile e la scuola dovrebbe allenare e preparare ad una società in rapida trasformazione, dobbiamo considerare fin da subito la dimensione sociale della stessa scuola. Ecco, quindi, come il Cooperative Learning può rispondere a queste esigenze immediate. Continua a leggere

Le intelligenze multiple di Gardner

Noi tendiamo a dare una spiegazione logica a tutto ciò che ci circonda basandoci per lo più su vista e udito, senza tenere conto che ci sono più canali sensoriali, così come esistono più tipi di intelliintelligenze multiplegenze e più tipi di memoria, delle quali spesso non teniamo conto. Se, invece, ad esempio riuscissimo ad individuare il tipo di intelligenza che i nostri ragazzi usano in modo prevalente nello svolgere i diversi compiti (scolastici e non) da insegnanti e da genitori sarebbe molto più semplice educarli e guidarli. Lo psicologo statunitense Howard Gardner ha distinto ben 9 tipi fondamentali d’intelligenza, localizzati in parti differenti del cervello, di cui fa parte anche l’intelligenza logico-matematica (l’unica su cui era basato l’originale test di misurazione del QI). Queste intelligenze possono essere innate o presenti in piccole dosi e comunque si manifestano tutte durante l’esistenza di un individuo. Il punto di partenza della concezione di Gardner è la convinzione che la teoria classica dell’intelligenza, basata sul presupposto che esista un fattore unitario, misurabile tramite il QI, sia errata. Ogni persona è dotata di almeno nove intelligenze ovvero, è intelligente in almeno nove modi diversi. Continua a leggere

L’insegnante di sostegno: compiti e competenze.

Chi è l’insegnante di sostegno? Quali compiti assolve e quali competenze possiede? La risposta più comune, tra i non addetti ai lavori, descrive un docente dedicato esclusivamente ai l'insegnante di sostegnoportatori di handicap, invece, le normative delineano una figura ben diversa. Il  DPR 970 del 1975 all’art. 9  afferma  che  il personale  specializzato  non  è  assegnato agli allievi diversamente abili, ma: “a  scuole  normali  per  interventi  individualizzati  di  natura  integrativa  in  favore  della generalità  degli  alunni  e  in  particolare  di  quelli  che  presentano  specifiche  difficoltà  di apprendimento”. La Legge 104/1992 all’art. 13 dichiara: “Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti”. Continua a leggere

Le unità di apprendimento

Rispetto al passato oggi tutto si trasforma ad una velocità che rende impossibile fare previsioni a lungo termine. Per vivere in questa società quindi è quasi obbligatUAorio adattarsi velocemente al cambiamento, è importante, soprattutto per le nuove generazioni, acquisire nuove abilità nella gestione delle informazioni e delle relazioni interpersonali; non possono bastare le conoscenze apprese, ma è necessario imparare ad apprendere, ed essere in grado di farlo per tutta la vita. Ognuno ha margini di miglioramento, ognuno, come dice Vygotsky , ha la propria zona di sviluppo prossimale, ha cioè la possibilità di sviluppare al massimo le proprie qualità grazie all’intervento collaborativo degli altri. Compito di un professionista dell’apprendimento (quale è un insegnante) è di aiutare ad accrescere queste qualità utilizzando gli strumenti e le modalità più adatte al destinatario del suo intervento educativo. È in questo contesto che la scuola è passata dalle unità didattiche alle unità di apprendimento. Continua a leggere

Bravi insegnanti si nasce o si diventa? “The Economist” ci spiega how to make a good teacher.

Lo scorso 11 giugno sul famoso settimanale inglese The Economist è apparso un interessantediventare2 articolo di analisi sul lavoro degli insegnanti. Pochi mestieri sono necessari come quello dell’insegnante, sono infatti molti i fattori che determinano il successo di un bambino, ma niente conta quanto un insegnamento di qualità. Uno studio americano ha rilevato che in un singolo anno di insegnamento i migliori docenti riescono a preparare tre volte meglio i propri studenti, rispetto ai loro colleghi meno brillanti. Un altro studio suggerisce che, se gli alunni di colore avessero avuto un insegnamento migliore, il divario tra loro e gli studenti bianchi sarebbe scomparso con rapidità. Ma come si fa ad essere i migliori insegnanti? Bravi insegnanti si nasce o ci si può diventare?  Continua a leggere