L’apprendimento esperienziale

Experiential Learning, che cosa s’intende per apprendimento esperienziale? Apprendere dall’esperienza, e anche velocemente rispetto ai cambiamenti della società, è oggi una delle capacitapprendimento_esperienzialeà più importanti. L’apprendimento è un processo fisiologico, naturale e spontaneo che è però necessario coltivare e stimolare ad ogni occasione. Siamo soggetti, quindi, ad un apprendimento continuo. L’atteggiamento che facilita l’imparare ad apprendere si contraddistingue per i comportamenti specifici, quali: andare incontro, aprirsi mentalmente ed emotivamente al proprio ambiente; accettare e provare ambienti diversi e nuovi uscendo dalla propria zona di comfort; saper lasciare punti in sospeso senza pretendere di voler classificare e spiegare tutto; riflettere su ciò che ha funzionato o meno nelle proprie azioni; identificare, riflettere su e sfruttare il proprio stile e le proprie caratteristiche; essere curiosi, chiedersi il perché delle cose.

L’apprendimento esperienziale è un modello di apprendimento basato sull’esperienza diretta. Competenze, conoscenze ed esperienze sono acquisite al di fuori del contesto tradizionale in aula.  Continua a leggere

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Un gioco alla scoperta dei mestieri

gioco-citta-dei-mestieriCome scegliere la scuola secondaria? Restano ancora pochi giorni per l’iscrizione alle classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e molti ragazzi e le loro famiglie si interrogano in queste ore su questa scelta delicata e importante. Qualche tempo fa ti ho proposto un articolo con alcuni spunti su cui riflettere per definire la scelta, oggi, invece, voglio parlarti di un interessante incontro che a riguardo si è tenuto nei giorni scorsi a Torino presso La Città dei Mestieri. È stato presentato il gioco educativo La Città dei Mestieri, si tratta di un gioco di carte sulle professioni rivolto proprio a ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo grado, con cui ci si propone di far avvicinare i giovani al mondo del lavoro in modo divertente. Continua a leggere

Stili cognitivi e stili di apprendimento

L’analisi di stili cognitivi e stili di apprendimento è fondamentale per i docenti affinché possano bilanciare al meglio il loro stile di insegnamento. Sappiamo bene che l’apprendimento è ustili_cognitivi_stili_di_apprendimenton processo attivo di costruzione di conoscenze, abilità, atteggiamenti in un contesto di interazione. L’apprendimento significativo è alla base dell’integrazione costruttiva di pensieri, sentimenti e azioni e induce all’empowerment finalizzato all’impegno e alla responsabilità. Quindi è necessario che si generi un’elaborazione attiva delle informazioni che giungono l’alunno, dalla comprensione, confronto, valutazione e interazione di più fonti informative. Come sappiamo nell’apprendimento sono centrali alcuni processi cognitivi: l’attenzione, come funzione trasversale; la percezione, per l’accesso alle informazioni; la memoria, che permette l’immagazzinamento delle informazioni e la loro reiterazione.

Gli stimoli sono filtrati dai nostri sensi e ciascuno ha un canale privilegiato di input delle informazioni, è importante quindi analizzare attraverso quali canali sensoriali giungano le informazioni in modo da valutare in base all’osservazione quali siano i canali di apprendimento privilegiati per ogni singolo alunno. Continua a leggere

La relazione educativa insegnante-alunno

Come sviluppare una sana relazione educativa alunno-insegnante? L’insegnante ha un ruolo fonla-relazione-educativa-insegnante-alunnodamentale nello sviluppo dello studente; ogni azione educativa si fonda sulla validità della relazione. Gli apprendimenti si costruiscono sulla disponibilità del docente e su risposte positive alle esigenze dell’alunno. Innanzitutto, un rapporto efficace si basa su un comportamento di dominanza del docente. Caratterizzato da sicurezza, autorevolezza e determinazione, senza prevaricazione. Il docente deve essere abile nel condurre le lezioni mostrando responsabilità e consapevolezza, l’insegnante è per l’alunno guida e riferimento stabile.

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DSA: Come scegliere le Scuole superiori?


“Quale sarà la scuola migliore? La più adatta? La più facile? La più aggiornata e pronta ad accogliere i ragazzi con DSA?” Ecco le domande di molti ragazzi e genitori difronte all’inevitabile scelta in terza media. Siamo consapevoli che più di tutti è il ragazzo a dover indagare suldsa-come-scegliere-le-scuole-superiorile proprie inclinazioni e aspettative, ma è necessario guidarlo e valutare insieme le molteplici possibilità. La paura di sbagliare e di ritrovarsi a rivivere situazioni passate poche gradevoli è tanta. Le scuole medie, per chi ha un DSA, di solito non sono di grande aiuto. I professori indirizzano gli alunni verso determinati istituti in base ai risultati scolastici e non esattamente in considerazione delle inclinazioni e capacità, così, spesso, gli alunni dislessici sono orientati verso istituti professionali, proprio come i loro compagni meno bravi a scuola. Se da una parte intraprendere scuole con molti elementi pratici può aiutare i ragazzi con DSA a mostrare le loro competenze e capacità non per forza mediate dallo studio teorico, è altrettanto vero che questo non funziona per tutti i ragazzini con DSA. Del resto, siamo chiari, non esiste la scuola perfetta, la scuola migliore, ma quella su misura per te! Continua a leggere

IL CONO DELL’APPRENDIMENTO: UN METODO PER IMPARARE.

Come imparare più velocemente? Grazie al Learning Cone. Smetti di studiare per imparare e inizia ad imparare per spiegare. Come? È molto semplice. A seconda del modo in cui immagazziniamo ed elil-cono-dellapprendimento-un-metodo-per-imparareaboriamo i contenuti, cambia la qualità di ciò che siamo capaci di memorizzare. Il nostro cervello è un sistema complesso, bombardato in ogni momento da migliaia e migliaia di informazioni, la maggior parte delle quali vengono dimenticate, ma, una volta che ne abbiamo compreso il funzionamento, basta replicare la giusta modalità per ottenere un buon risultato. Edgar Dale, pedagogista americano, constatò che la nostra memoria è profondamente influenzata dalle esperienze: più queste sono nuoveparticolari e cariche di emozioni e più le ricorderemo con facilità. Non solo, Dale studiò anche la durata dei ricordi sulla base delle esperienze fatte. Dalle sue analisi emerse il famoso “cono”, che ti ho riportato qui di seguito: Continua a leggere

Il Metodo Montessori

Aiutami a fare da solo”: è la sintesi del Metodo Montessori. Invita gli educatori a non ostacolare con impazienza nello sviluppo dei bambini, a non sovrapporsi al percorso maturativo del bambiil-metodo-educativo-di-maria-montessorino ma a fornire gli aiuti opportuni, nei tempi opportuni, perché i bambini imparano da soli. È un metodo ancora del tutto attuale e proseguendo nella lettura ne scoprirai il motivo. L’idea alla base di questo metodo è che il bambino debba essere lasciato libero di esplorare il suo mondo, con la certezza che ci sia un impulso innato in lui che lo spinge verso l’apprendimento. In questo senso, la curiosità del bambino è il vero motore dell’apprendimento che, se lasciato senza interferenze, porterà il bambino a sviluppare al massimo tutto lo spettro delle proprie capacità e a conquistare il mondo con la forza della sua intelligenza. Si interviene sulla predisposizione e strutturazione dell’ambiente educativo che deve essere attentamente organizzato e preparato per accogliere i bambini, curando la scelta del materiale, la definizione del ruolo e funzione dell’educatore. Continua a leggere

Come organizzare lo spazio in aula?

L’ambiente fisico delle nostre scuole è spesso trascurato, ma in realtà molto importante. Pensiamo a quanta cura mettiamo nel rendere le nostre case accoglienti e a come la disposizione di oggetti e mobili può essere funzionale al nostro comfort, le come-organizzare-lo-spazio-in-aulastesse attenzioni dovrebbero essere rivolte all’organizzazione delle nostre aule scolastiche. Certamente bisognerà tenere conto delle disponibilità del nostro Istituto, ma il tipo di arredo, gli spazi, la luce, gli strumenti presenti e la disposizione dei banchi possono fare la differenza, questo perché un luogo trascurato e poco ospitale può condizionare negativamente le prestazioni degli studenti demotivandoli. È necessario che ciascuno abbia il proprio spazio per muoversi con sufficiente libertà e che gli arredi non gli siano da ostacolo in alcun modo.

La disposizione dei banchi è molto importante ed ha anche vedere con il nostro modo di fare lezione. La disposizione dei banchi a righe orizzontali è tipica della lezione frontale, ma per favorire il lavoro di gruppo insieme a quello individuale è possibile organizzare l’ambiente secondo una disposizione a semicerchio (o Ferro di cavallo). Continua a leggere

Come gestire la classe?

Uno dei compiti più difficili per gli insegnanti di oggi è proprio quello di riuscire a gestire la molteplicità del gruppo classe, aspetto legato anche al modo di insegnare. La gestione della classe implica il riuscire a icome-gestire-la-classempostare una relazione significativa, il condurre una lezione in modo che tutti riescano ad apprendere e, infine, il verificarne i risultati. Oltre a ciò è necessario tener conto delle difficoltà e delle problematiche di ogni alunno a livello psichico, comportamentale, sociale e sensoriale. Per gestire al meglio i bisogni della propria classe, l’insegnante deve tener conto di fattori esterni, fattori interni, fattori umani. Questo significa comprendere il contesto culturale in cui si vive, conoscere la struttura e le risorse economiche dell’Istituto in cui si lavora ed essere disponibili al cambiamento, ovvero il docente deve dimostrarsi flessibile. Agire solo sotto il profilo didattico non è sufficiente per la gestione della classe, è necessario avere consapevolezza di se stessi, del proprio ruolo e delle relazioni che ci sono tra gli allievi, tra gli insegnanti e gli allievi, tra insegnanti e con il Dirigente e i genitori. Sicuramente come insegnante avrai esperienza di alunni con problematiche personali, Continua a leggere

Motivazione e apprendimento

In questi ultimi due decenni lo studio psicologico della motivazione ad apprendere ha avuto un grande sviluppo e la dimensione motivazionale degli allievi ha acquistato centralità nel processo di insegnamento-apprendimento, accanto a quella comotivazione-e-apprendimentognitiva tradizionalmente studiata. Cosa si intende per Motivazione? Il termine deriva dal latino motus e indica ciò che ci spinge, la forza che ci guida verso un obiettivo, una meta.

Le motivazioni si possono distinguere principalmente in: Motivazioni intrinseche (Interesse, curiosità, desiderio di apprendere, di sentirsi competenti) e Motivazioni estrinseche (Lodi, premi, approvazione sociale, votazioni).

Secondo l’approccio comportamentista, la motivazione (come bisogno) spinge il soggetto alla ricerca della sua soddisfazione (es. il cibo), la soddisfazione costituisce il rinforzo che consolida la risposta dell’organismo. Nelle pratiche di insegnamento secondo Skinner il rinforzo (lodi-premi) deve essere utilizzato e calibrato in modi opportuni; anche l’ambiente deve essere opportunamente strutturato per rinforzare l’allievo. In questa direzione, possiamo distinguere tre dimensioni nel concetto di motivazione all’apprendimento: Continua a leggere