Studiare con le mappe: 5 utili indicazioni.

Come costruire una mappa concettuale? Negli ultimi anni, grazie anche alle indicazioni presenti nelle normative scolastiche, è cresciuto l’interesse nei confronti delle mappe come ausilio all’apprendimento. Nonostante l’uso sia conCome studiare con le mappesigliato e suggerito su più fronti, gli insegnanti spesso manifestano diverse perplessità in merito. A tanti sembra che le mappe siano strumento da concedere, di facilitazione per chi non ha un proprio metodo di studio, un sostitutivo delle abilità di memoria degli studenti, una riduzione dello sforzo per lo studio. Allo stesso tempo, anche gli alunni vivono negativamente l’esperienza delle mappe, innanzitutto le percepiscono come un aggravio del proprio studio, una perdita di tempo. Del resto però hanno una scarsa conoscenza dello strumento, ne associano l’uso a difficoltà scolastiche o disturbi specifici, quindi discriminatorio. Sono necessarie dunque alcune precisazioni. Le mappe (mentali o concettuali) permettono di raggiungere diversi obiettivi: consentono di descrivere, valutare, combinare, integrare, rappresentare idee e concetti; compiere manipolazioni concettuali; attivare la creatività; sviluppare strategie di studio alternative.

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Come costruire il Piano Didattico Personalizzato

La legge 170/2010 e i decreti attuativi stabiliscono l’obbligo di redigere annualmente per gli alunni con DSA il Piano Didattico Personalizzato. Ma di cosa si tratta? Il PDP è un progetto  o programma chCome costruire il Piano Didattico Personalizzatoe ha lo scopo di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’apprendimento dell’alunno con l’uso di strategie e metodologie diversificate e quindi personalizzate. Cosa deve contenere il PDP? I dati anagrafici dell’alunno, le tipologie del disturbo, le attività didattiche individualizzate, le misure dispensative adottate e le forme di verifica e valutazione personalizzate. Questo documento è efficace se modifica realmente i comportamenti e i procedimenti attivati a scuola e anche a casa da parte di insegnanti e genitori. Il Piano deve contenere indicazioni che siamo significative, anche poche ma importanti, realistiche, che siano alla portata dell’alunno, coerenti, ovvero senza contraddizioni tra le varie discipline, concrete e verificabili, indicazioni precise e non interpretabili. Inoltre, il Piano deve essere continuamente verificato e monitorato. Chi redige il PDP? Il Piano viene redatto dal team di docenti o dal Consiglio di classe, una volta acquisita la diagnosi. È consigliabile, in una fase preparatoria, un incontro tra docenti, famiglia e specialisti per confrontarsi e scambiarsi utili informazioni e indicazioni. Quali compiti ha il docente? Continua a leggere

Individuare precocemente i Disturbi dell’Apprendimento

Secondo uno studio condotto dal Comitato Nazionale di ricerca sull’epidemiologia della dislessia del 2012, su individuazione precoce DSA94 classi quarte della scuola primaria circa il 3% dei bambini è risultato dislessico. Se consideriamo i disturbi dell’apprendimento in generale allora almeno il 4% della popolazione scolastica ha un DSA. Queste informazioni in premessa servono sottolineare l’importanza di un’identificazione precoce del disturbo e della definizione di un intervento mirato. Sono molte le scuole che si sono attivate attuando screening, valutazioni e interventi, ma nel caso di bambini con DSA occorre un’attenzione speciale. Cosa si può osservare nel contesto classe? Continua a leggere

Steve Jobs e la dislessia

La rivoluzione digitale degli ultimi anni ha cambiato le nostre abitudini di vita, computer e smartphone sono diventati i nostri migliori amici e se c’è qualcuno che ha contribuito più di altri a rendere la tecnologia davvero a portata di mano certamente è stato Steve Jobsteve jobs e la dislessias. Steven Paul Jobs nasce il 24 febbraio 1955 a San Francisco (California) da Joanne Carole Schieble e Abdulfattah “John” Jandali, uno studente siriano, che sarebbe diventato in seguito un professore di scienze politiche. La madre biologica, anche lei studentessa universitaria, temendo di non potergli garantire un futuro dignitoso, lo diede in adozione. Quindi, Steve viene adottato da Paul e Clara Jobs, della Santa Clara Valley, sempre in California. Egli stesso racconta di essere stato era una vera peste da piccolo e di portare serpenti e mini-bombe in classe durante l’orario di scuola. Si diploma a 17 anni alla Homestead High School di Cupertino, paese che diventerà il terreno dei quartieri generali della sua creatura futura: la Apple. Nello stesso anno Steve Jobs si iscrive al Reed College di Portland, soprattutto per rivolgere l’attenzione alla sua principale passione, l’informatica, ma dopo un semestre abbandona l’università ed inizia a lavorare in Atari come programmatore di videogames, perlomeno fino a quando raggiunge il quantitativo di denaro necessario per poter partire per un viaggio verso l’India. Intuizione e  curiosità sono state le sue compagne di vita.

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Le disavventure scolastiche di Hank Zipzer, brillante bambino dislessico.

Henry Winkler è passato alla storia come Fonzie, il personaggio della fortunatissima serie TV Happy Days, da un po’ dopo aver appeso al chiodo il giubbotto di pelle, ha iniziato a scrivere libri per bambini. Hank Zipzer ha nove anni, una sorella con un’iguana come animale domestico ed Henry Winkler Dislessiaè dislessico. La scrittura è per lui una delle cose più difficili al mondo, esamina le parole, le tiene in mente, ma quando arriva il momento di utilizzarle, le dimentica. Hank è un nomignolo per Henry, perché sì, Henry Winkler è dislessico e la storia di Hank è anche un po’ la sua. Winkler ha scoperto di essere dislessico soltanto a 31 anni ed è per questo che racconta così bene la storia di Hank e di tutti i suoi sistemi per sfuggire alle consegne scolastiche. I libri sono stati scritti a quattro mani da Winkler e Liv Oliver, scrittrice e produttrice di serie televisive per bambini. Insieme scrivono in modo scorrevole, chiaro, adatto ai lettori più giovani. La storia di Hank ci consente di entrare  nella vita di un bambino dislessico,  Continua a leggere

I “SINTOMI” della dislessia

Quali sono i sintomi della dislessia?” e “Si guarisce dalla dislessia?”. Queste sono le domande che più spesso miDSA e domande frequenti sono state rivolte da quando mi occupo di DSA. L’impatto con questa terminologia è sempre stato difficile per me, ma è necessario prendere atto della scarsa informazione che evidentemente ancora circola sull’argomento.  Parlare dei disturbi dell’apprendimento in questi termini significa considerare la dislessia e gli altri disturbi come delle vere e proprie malattie, e così non è! Innanzitutto, quindi, è utile fornire una corretta definizione: “Il termine Disturbi Specifici dell’Apprendimento si riferisce ad un gruppo eterogeneo di disturbi caratterizzati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità scolastiche, quali la capacità di lettura, di scrittura e di calcolo, non imputabili a fattori di disabilità grave e comunque definibili in base al mancato raggiungimento dei criteri attesi di apprendimento, rispetto alle potenzialità del soggetto”. Continua a leggere

Le Prove Invalsi nella scuola dell’inclusione

Nella scorsa settimana, come ogni anno, i nostri studenti delle classi terze della seconda primaria, si soninvalsio cimentati nelle tanto temute quanto discusse Prove Invalsi. Mi sono sempre interrogata sulla loro utilità, certa di essere in buona compagnia. Provare per credere. Quanti di voi (e mi riferisco soprattutto ai non addetti ai lavori) hanno mai provato o anche solo visto questi test? E siamo sicuri di sapere esattamente cosa siano e a cosa servano? Innanzitutto, si tratta di test standardizzati nazionali per la rilevazione degli apprendimenti, che vengono somministrati nelle seconde e quinte elementari, terze medie e in tutte le seconde superiori. Continua a leggere

“Il mio PerCorso” – Testimonianze di giovani dislessici.

Negli scorsi mesi, insieme all’Associazione PerCorsi Onuls Imparare ad Imparare, di cui sono presidente, e con la collIl mio percorso Staborazione della sezione AID di Cosenza, abbiamo organizzato degli incontri sul tema Dislessia e DSA. Un’esperienza emozionante e formativa al tempo stesso.

Si è trattato di sei incontri in tre scuole cosentine dal titolo “Il mio PerCorsoTestimonianze di giovani dislessici”. Gli istituti scolastici hanno ospitato Anita Stabellini e Victoria Aiello, appartenenti al gruppo Progetti Giovani AID, impegnate abitualmente nei tour nazionali del MyStory. Continua a leggere

Nati per contare

La nostra vita è caratterizzata dai numeri: leggere l’ora, calcolare il conto della pizzeria, i gramminumeri di pasta cucinare. Quindi la capacità di gestire e manipolare queste informazioni è fondamentale per interagire in modo efficacie con l’ambiente che ci circonda. La capacità di concepire pensare il mondo in termini di numeri e quantità di numeri è detta intelligenza numerica. Questa capacità è innata in noi, cos’ come la capacità di concepire i colori, si tratta di processi automatici che non possiamo evitare. Continua a leggere

IMPARARE A LEGGERE: COSA FARE QUANDO LA DECODIFICA DIVENTA DIFFICILE.

Quando i nostri bambini iniziano il processo di alfabetizzazione formalizzata, e sono quindi sottoposti all’insegnamentoleggere sistematico della lettura, in alcuni casi possono manifestare difficoltà dell’automatizzazione della decodifica (grafema-fonema).  Queste difficoltà possono permanere anche negli anni successivi e il bambino può presentare una lettura fonologica intermedia (cioè decifrare parti della stringa) e una lettura lessicale limitata a poche parole. Continua a leggere