Mika e la dislessia

In che modo Mika ha superato le difficoltà legate alla dislessia e ai suoi disturbi dell’apprendimento? Michael Holbrook Penniman junior, classe 1983 ha incantato l’Italia già diversi anni fa, gmika_e_la_dislessiarazie al talent X-Factor, per poi, in breve tempo, conquistare definitivamente il cuore degli italiani per merito della sua affascinante personalità. Sebbene sia sempre sorridente e brioso, in passato, però non sono mancate le porta in faccia, i rifiuti, le derisioni, ma ha saputo ripagare bullismo e discriminazione con la poesia delle sue note: tutto il dolore è diventato melodia, trasformandosi. Nonostante la sofferenza, Mika non ha mai perso la fiducia in sé stesso e negli altri. Come ha più volte raccontato, a causa dei disagi connessi alle sue difficoltà di apprendimento, si è spesso definito come un pesce su un albero. Ciò contro cui ha realmente combattuto, come tanti dei ragazzi nelle nostre scuole, era l’idea della normalità, contro illusione di una normalità che non esiste. In fondo esiste solamente l’individualità, che è l’unica cosa davvero speciale che è necessario difendere in noi stessi e negli altri. Il suo percorso scolastico è stato simile a quello di tanti ragazzi: complicato, complicato dal fatto che nessuno capiva il perché delle sue difficoltà. Infatti, ad un certo punto, lasciò la scuola restando a casa per almeno un anno, finché non trovarono per lui una scuola speciale. Anziché scrivere disegnava, elaborava schemi e registrava le lezioni per poi riascoltarle e memorizzarle. Le canzoni, invece, le ha sempre scritte ed interpretate ad orecchio. La sua salvezza, così come lui stesso racconta, è stata la musica. All’età di 11 anni è entrato nella prestigiosa Royal Opera House di Londra, e ancora oggi ammette di non aver mai imparato a leggere la musica. L’esperienza di Mika ci insegna che è importantissimo riuscire a trovare il proprio talento e investire su di sé, è necessario che ciascuno si alleni a scoprire le proprie capacità, inclinazioni e passioni che spesso restano inesaudite, perché l’eco sociale dell’omologazione spinge a nasconderle.

Come il cantante ha spesso dichiarato:

“Essere se stessi è un investimento sul futuro, è pericoloso fingere di essere altro. Devi capire qual è la tua destinazione e raggiungerla”

Genitori e docenti hanno il preciso compito di incoraggiare esattamente in questa direzione!

Buon lavoro

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