DSA: Cosa fare dopo la diagnosi?

Cosa fare dopo la diagnosi di DSA? Per un genitore confrontarsi con le difficoltà di lettura del proprio figlio nodsa_cosa_fare_dopo_la_diagnosin è semplice; non è semplice capire che il proprio ragazzo che in tante situazioni familiari e sociali è sveglio, intelligente, vivace e brillante, non riesce come gli altri a fare un’operazione abbastanza automatica che è quella di collegare il suono di alcune lettere o di alcuni fonemi alle corrispondenti lettere scritte o grafemi. Così come non è semplice capire che, per affrontare questo disturbo e gli altri disturbi dell’apprendimento, il ragazzo ha bisogno di un intervento specifico e individualizzato.

Il percorso è diverso in base all’età e alla specificità del disturbo, in ogni caso il primo passo è la lettura della diagnosi.

  1. Controllare la relazione diagnostica:

Verificare che contenga i codici ICD-10 riferiti ai DSA;

I risultati dei test di riferimento previsti dalla Consensus Conference;

Le indicazioni per la stesura del PDP.

Nei casi migliori il professionista avrà comunicato la diagnosi in maniera chiara e precisa specificando anche gli aspetti psicologici secondari (demotivazione, bassa autostima, ecc.) e avrà espresso disponibilità a comunicare con la scuola per creare una rete di condivisione di obiettivi e a contattare il referente scolastico per la dislessia. Inoltre, programmerà dei controlli periodici (tenuto anche conto del fatto che la è buona norma aggiornare la diagnosi al termine di ogni ciclo scolastico).

 

  1. Presentare la diagnosi a scuola:

Depositare la diagnosi corredata di richiesta per la stesura del PDP;

Conservare il numero di protocollo della richiesta;

Consegnare una copia della relazione diagnostica anche all’insegnate referente e all’insegnate prevalente della classe.

È opportuno offrire ai docenti i contatti dei clinici e degli specialisti affinché possano confrontarsi periodicamente. Ricordate che il PDP deve essere redatto entro il primo trimestre o comunque entro 90 giorni dalla consegna richiesta.

 

  1. Verificare il contenuto del PDP:

Controllare che siano stati scelti strumenti compensativi e misure dispensative adeguate;

Confrontarsi con lo specialista per valutarne il contenuto;

Monitorarne l’applicazione e verificare periodicamente insieme ai docenti eventuali opportunità di modifica.

È fondamentale che Piano sia realmente personalizzato, ovvero che non sia un puro adempimento burocratico né una checklist in cui attribuire la massima tutela possibile al ragazzo, fornendo anche strumenti non indispensabili. Bisognerà prevedere l’utilizzo solo di quelle misure realmente necessarie e adeguate alle specifiche esigenze del ragazzo.

Nella quotidianità, invece, cosa può fare un genitore?

Può essere d’aiuto scambiare esperienze con altri genitori creando associazioni o affiliandosi a quelle presenti sul territorio, confrontarsi positivamente con gli insegnanti, evitare di cambiare classe o scuolaevitare di parlare con il ragazzo solo di argomenti che ruotano intorno alla scuola, evitare di incolpare se stessi dei problemi di apprendimento del proprio figlio. Un altro aspetto da curare con molta attenzione è l’autostima del ragazzo, sarà bene rinforzare ogni suo successo, sostenerlo dandogli fiducia e non colpevolizzarlo rispetto alle sue difficoltà. Bisognerà evitare totalmente i confronti con gli altri compagni, con i fratelli se presenti e non criticarlo rispetto agli errori e alla lentezza che impiega nei compiti che effettua a casa, evitare punizioni rispetto all’andamento scolastico, eliminando le ore di gioco e le attività di socializzazione ed evitare di sottoporre il ragazzo a esercizi interminabili ed estenuanti di lettura o copiatura. La mancanza di autostima può indurre nel ragazzo un forte senso di frustrazione, il ragazzo, infatti, si sente responsabile delle proprie difficoltà e ritiene che nessuno sia soddisfatto e contento di lui, rendendo così più difficile portare avanti con successo l’apprendimento scolastico.

Siamo le guide e gli alleati dei nostri ragazzi, sempre!

 

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