Come gestire la classe?

Uno dei compiti più difficili per gli insegnanti di oggi è proprio quello di riuscire a gestire la molteplicità del gruppo classe, aspetto legato anche al modo di insegnare. La gestione della classe implica il riuscire a icome-gestire-la-classempostare una relazione significativa, il condurre una lezione in modo che tutti riescano ad apprendere e, infine, il verificarne i risultati. Oltre a ciò è necessario tener conto delle difficoltà e delle problematiche di ogni alunno a livello psichico, comportamentale, sociale e sensoriale. Per gestire al meglio i bisogni della propria classe, l’insegnante deve tener conto di fattori esterni, fattori interni, fattori umani. Questo significa comprendere il contesto culturale in cui si vive, conoscere la struttura e le risorse economiche dell’Istituto in cui si lavora ed essere disponibili al cambiamento, ovvero il docente deve dimostrarsi flessibile. Agire solo sotto il profilo didattico non è sufficiente per la gestione della classe, è necessario avere consapevolezza di se stessi, del proprio ruolo e delle relazioni che ci sono tra gli allievi, tra gli insegnanti e gli allievi, tra insegnanti e con il Dirigente e i genitori. Sicuramente come insegnante avrai esperienza di alunni con problematiche personali, che afferiscono ad esempio alla sfera familiare, oppure alunni educati male, cioè incapaci di mantenere un atteggiamento corretto e accettabile in classe, alunni con disabilità, alunni con disturbi specifici dell’apprendimento, e infine alunni di origine straniera con difficoltà linguistiche. È necessario quindi saper gestire il proprio rapporto con gli alunni, ma anche e soprattutto il rapporto degli alunni fra loro, rendendoli consapevoli e rispettosi delle reciproche differenze e caratteristiche.

Troppo spesso si pensa che il docente in grado di gestire la classe sia quello capace di mantenere la disciplina in classe, ma gli alunni non hanno bisogno di un gendarme inflessibile, piuttosto di un motivatore, di qualcuno che dia loro una vera spinta all’apprendimento, non generando motivazione estrinseca ma coltivando la motivazione intrinseca che promuove il vero apprendimento significativo. Sai perfettamente a riguardo che la motivazione estrinseca non scaturisce da un interesse personale ma viene indotta dall’esterno, ad esempio dalla paura di un cattivo voto, di una nota, della punizione del genitore, oppure dalla volontà di compiacere qualcun altro. La motivazione intrinseca è invece un dinamismo interno all’individuo che lo conduce a modificare il proprio comportamento, stimolando la sua curiosità, la serenità e l’interesse. Di conseguenza, gestire la classe non è tanto ammonire un comportamento maleducato, rimproverare i ragazzi che chiacchierano, punire l’alunno offensivo o minacciare con conseguenze negative, è piuttosto saper condurre i rapporti interpersonali promuovendo un atteggiamento positivo dell’alunno verso l’apprendimento con attività in grado di catturarne l’attenzione, incoraggiarne la partecipazione e sostenerne l’impegno.

(A riguardo, ti suggerisco di approfondire con la lettura di Motivazione e apprendimentoDSA e Didattica Metacognitiva).

Prima di passare ai suggerimenti pratici è necessario chiarire che presupposto indispensabile è la conoscenza della classe, delle dinamiche di gruppo, dei comportamenti degli studenti, in modo da anticipare le dinamiche che possono sorgere e scegliere in modo preventivo gli interventi più efficaci.

Ecco 3 aspetti che possono migliorare la gestione della classe:

  1. Dimenticare la cattedra. È importante che il docente si muova tra i banchi in modo da raggiungere in brevissimo tempo l’elemento di disturbo e attirare l’attenzione su di sé coinvolgendo i ragazzi con il suo linguaggio non verbale, la sua postura, la sua capacità dialettica e il suo tono di voce.
  2. Saper motivare. È indispensabile motivare all’apprendimento. Per fare questo è utile organizzare con cura la lezione, presentando in modo accattivante l’argomento, condividendo con gli alunni gli obiettivi dell’unità di apprendimento e le metodologie che verranno messe in campo, possibilmente assegnando compiti e definendo insieme le priorità.
  3. La relazione. È necessario che l’alunno possa sperimentare una relazione positiva e fruttuosa con l’insegnante. Il docente che vuole raggiungere degli obiettivi nel processo di insegnamento-apprendimento deve mettersi in gioco sul piano relazionale offrendo alla classe un luogo di incontro e di crescita.

Un ultimo importante elemento per la gestione della classe, riguarda la predisposizione dell’ambiente fisico che approfondiremo nel prossimo articolo.

Buon lavoro!

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