Le Mappe Mentali: come realizzarle e quale utilità nella didattica

Le scienze cognitive provano che l’uomo non pensa per modelli lineari, così come dimostra la rete neuronale nell’elaborazione del nostro pensiero, eppure gli strumenti con cui l’uomo organizza e concle-mappe-mentaliretizza le sue idee seguono una logica sequenziale. Tra gli organizzatori grafici della conoscenza che gli studenti e i docenti usano come supporto allo studio, le mappe mentali occupano un posto di rilievo. Queste sono state ideate dallo psicologo inglese Tony Buzan, che partendo dagli studi sulla memoria e sulla possibilità della mente umana di associare concetti e informazioni in modo radiale e non lineare. Gli appunti lineari, infatti, presentano alcuni svantaggi: nascondo le parole chiave, rendono difficile il recupero delle informazioni, fanno perdere tempo, non stimolano la creatività dl cervello. Ispirandosi alla struttura dei neuroni, Buzan ha messo a punto il metodo delle mappe mentali per rappresentare i concetti:

“Il cervello non opera in modo lineare o sequenziale come un computer. Esso pensa in modo multilaterale o meglio radiante. Quando create una mappa mentale, i rami si sviluppano verso l’esterno per altri livelli di sub-rami, incoraggiandovi così a sviluppare altre idee partendo dal primo pensiero che avevate avuto – esattamente come fa il cervello. Inoltre, il fatto che tutte le idee rappresentate siano collegate fra loro aiuta il cervello, mediante il processo di associazione, a compiere passi da gigante in termini di comprensione e di immaginazione”

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Struttura del neurone – Mappa mentale

Una mappa mentale è l’espressione visiva della capacità naturale della mente umana di associare idee e pensieri in maniera non lineare ed elaborare le informazioni in modo globale, creativo, intuitivo, emotivo, coinvolgendo le potenzialità di entrambi gli emisferi. Secondo l’impostazione di Buzan, una mappa mentale combina parole e immagini seguendo una struttura gerarchico-associativa. Il concetto principale è posto al centro e si prosegue dal generale al particolare. I docenti devono soffermarsi in questa fase sull’individuazione dei concetti chiave, categorizzazione, gerarchizzazione e associazione. Gerarchizzare e categorizzare significa identificare i concetti chiave e raggruppare insieme elementi che hanno caratteristiche comuni. Un modo semplice per spiegare ai più piccoli la classificazione, per posizionare i concetti sui rami, è definendo l’ordine come padre-figlio-nipote. Si parte quindi dal centro, procedendo dal generale al particolare. Un altro elemento peculiare delle mappe mentali è l’uso di elementi evocativi come immagini, colori, simboli, codici, che possono stimolare la creatività e la memoria.

Quali sono le regole del mind mapping?

  1. Utilizzare un foglio bianco e disporlo in orizzontatale, evitando di usare la parte a nord e a sud (si usano solo i lati per agevolare la lettura);
  2. Scrivere l’argomento da sviluppare al centro;
  3. Non utilizzare i verbo come legame;
  4. Procedere in senso orario partendo dal ramo in alto a destra;
  5. Usare caratteri di dimensioni diverse tra i rami principali e secondari;
  6. I rami devono essere curvi e lunghi quanto la parola;
  7. Usare immagini, colori e sinestesie.
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Mappa mentale

Quale utilità nella didattica?

  • Sono un valido supporto alla rappresentazione della conoscenza;
  • Agevola nella comunicazione;
  • Supporta la creatività e la creazione di testi (brainstorming);
  • Utile per prendere appunti;
  • Efficace per la valutazione delle competenze.

Buon lavoro!

Per approfondire, leggi anche Studiare con le mappe: 5 utili indicazioni.

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