DSA: Come strutturare le verifiche.

I compiti in classe e le verifiche possono essere considerati vere e proprie misure compensative, se adeguatamente formulate in base alle modalità di apprendimento e alle modalità di studio utilizzate dai verifiche-dsaragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La fase della valutazione è estremamente delicata, l’insegnante deve chiedersi se il voto negativo sia dovuto alla mancata acquisizione di contenuti o competenze, oppure se determinato dalle modalità di somministrazione dell’esercizio. Nella valutazione è importante tenere conto del percorso dell’alunno, evidenziando i progressi e l’impegno; considerare che i rimandi positivi migliorano l’autostima; evitare segni rossi sul foglio e segnalare gli esercizi svolti correttamente, nell’ottica del rinforzo positivo; valutare il contenuto e non la forma.

In questo articolo voglio condividere con te alcune indicazioni generali, tratte dal testo della Giunti “La Dislessia e i DSA”.

  • Prepara verifiche scritte in modo chiaro e leggibile;
  • Se possibile, predisporre esercizi a difficoltà crescente;
  • Prediligere l’applicazione di formule e concetti alla loro definizione;
  • Evitare richieste di dati mnemonici (non si tratta di prove di memoria!);
  • Favorire le risposte a crocette per chi ha difficoltà in scrittura;
  • Evitare risposte con ripetizioni o doppie negazioni;
  • Lavorare su come si usano schemi, tabelle e mappe;
  • Se possibile, far utilizzare il pc quando necessario;
  • Fare simulazioni con esercizi simili a quelli della verifica;
  • Predisporre verifiche monotematiche;
  • Consentire tempi più lunghi o dividere in più parti le verifiche più lunghe e complesse;
  • Leggere le consegne ad alta voce a tutta la classe;
  • Programmare compiti e interrogazioni;
  • Consentire l’utilizzo di schemi, mappe, tabelle e formulari per lo svolgimento delle verifiche;

Attenzione al tempo in più, non tutti i ragazzi accettano di apparire diversi rispetto al resto della classe, infine, tieni conto che fornire mappe e tabelle compensative non significa agevolarlo, ma solo sollevarlo dall’impegno mnemonico in modo da non disperdere energie utili allo svolgimento della verifica.

Buon lavoro!

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