Disturbi dell’apprendimento e didattica metacognitiva

La didattica metacognitiva rappresenta un valido intervento nella pratica educativa dei soggetti con DSA, perché agisce sulla natura dei percorsi evolutivi della persona; l’innovazione di tale didattica, in particolare, consiste nel nuovo modo di trasmettere i contenuti tradizionali delle varie aree curriculari. Un aspetto positivo dell’approccio metacognitivo è dsa-e-didattica-metacognitivarappresentato dal ruolo che viene attribuito dalla persona destinataria degli interventi di recupero; si punta infatti, esplicitamente, ad un ruolo attivo e di autodirezione, ad un ruolo competente e autonomo. Ciò significa informare il soggetto per renderlo coprotagonista del processo di apprendimento per la possibilità di sfruttare abilità, comportamenti e consapevolezze. Per quanto riguarda la motivazione, è importante che i processi di apprendimento vengano di volta in volta ancorati a un significato, ad uno scopo, ad una funzionalità che deve essere ben chiaro per il bambino. Utile alla motivazione del bambino sarà anche prevedere quali saranno i vantaggi relativi agli sforzi che lui sta facendo. Lo scopo delle tecniche metacognitive nella motivazione all’apprendimento è quello di far nascere l’auto-motivazione, cioè la voglia di scoprire, di essere realizzati nella comunicazione sociale e nelle proprie aspettative, ma soprattutto di riuscire a sviluppare il piacere nello svolgere attività di apprendimento. Troppo spesso per molti bambini, la lettura e la scrittura sono compiti che si esauriscono in se stessi (come rimanessero confinati all’interno del loro quaderno) e questo comporta, quanto meno, l’assenza di quei rinforzi motivazionali che potrebbero scaturire dalla compressione e dalla attivazione del loro valore sociale e della loro utilità personale. Purtroppo la lettura è insegnata come semplice capacità di decifrare e, cioè, come attività priva di significato. La parola, però, non è importante in quanto oggetto, ma in quanto portatrice di significato. È questo ciò che il bambino dovrà scoprire. Alcuni autori sostengono infatti che spesso i bambini con DSA sono carenti per quattro aspetti metacognitivi: Continua a leggere

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Il messaggio pedagogico di don Milani nella scuola di oggi!

A quasi cinquant’anni dalla sua scomparsa don Lorenzo Milani con suo pensiero pedagogico e la scuola di Barbiana sono ancora indiscutibilmente attuali; il suo spirito e l’impresa da lui realizzata possono ancora animare ed essere d’esempio per gli educatori. Riflettere oggi sul metodo pedagogico di Don Milani radon-lorenzo-milanippresenta una concreta opportunità per la realizzazione di una scuola inclusiva e attenta ai bisogni dei ragazzi. Don Milani considerava la scuola di Stato discriminatoria, selettiva e classista, al punto da spingere i soggetti indigenti e più svantaggiati socialmente e culturalmente (quelli che oggi classifichiamo tra i BES) alla dispersione scolastica . Don Milani rivalutava le culture alternative, rivalutava la tradizione orale e popolare e sottolineava l’esigenza di una cultura viva, data dalla stretta interazione tra scuola , istruzione ­e realtà sociale (una didattica per competenze). Per questo egli chiese più istruzione: l’istituzione del doposcuola, delle scuole a tempo pieno; voleva che la scuola si aprisse al sociale, alla solidarietà, affinché i ragazzi avessero l’opportunità di manifestare con chiarezza ed immediatezza il proprio pensiero.

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Storytelling: come realizzarlo.

Lo Storytelling è semplicemente la narrazione, tra le sue applicazioni più importanti c’è la pedagogia. Il ricorso a storie può essere infatti di facile comprensione per l’apprendimento sia sul piano formativo, perché costituisce un efficace mezzo di riflessione per la costruzione di significati interpretstorytelling_come-realizzarloativi della realtà e dunque per la diffusione di valori culturali, sia sul piano educativo, perché rappresenta un formidabile strumento per l’apprendimento, permettendo l’organizzazione del pensiero, lo scambio di esperienze e conoscenze attraverso l’attivazione di molteplici abilità: cognitive, linguistiche, mnemoniche, percettive, attentive. Da qualche anno si parla di digital storytelling per definire la tecnica di narrazione attraverso gli strumenti digitali. Non si tratta di una semplice trasformazione della storia in prodotto multimediale ma della creazione di racconti multimodali. Il digital storytelling è un valido strumento per approcciare un argomento curricolare accrescendo nel frattempo le competenze trasversali, digitali e linguistiche. Questo strumento è Continua a leggere

La Didattica per competenze

La  didattica delle competenze  consente di organizzare  una formazione che non fornisca solo conoscenze e abilità, ma incide sulla cultura,   sugli   atteggiamenti   e   sui comportamenti   della pla-didattica-per-competenzeersona. La Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 definisce il Quadro Europeo delle Qualifiche e dei Titoli (EQF European Qualification Framework) e fornisce le definizioni di:

Conoscenze: risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le  conoscenze  sono  un  insieme  di  fatti,  principi,  teorie  e  pratiche  relative  ad  un settore  di  lavoro  o  di  studio.  Nel  contesto  del  Quadro  europeo  delle  qualifiche  le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche.

Abilità:  indicano  le  capacità  di  applicare  conoscenze  e  di  utilizzare  know-how  per portare a termine compiti e risolvere problemi.

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DSA: Come strutturare le verifiche.

I compiti in classe e le verifiche possono essere considerati vere e proprie misure compensative, se adeguatamente formulate in base alle modalità di apprendimento e alle modalità di studio utilizzate dai verifiche-dsaragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La fase della valutazione è estremamente delicata, l’insegnante deve chiedersi se il voto negativo sia dovuto alla mancata acquisizione di contenuti o competenze, oppure se determinato dalle modalità di somministrazione dell’esercizio. Nella valutazione è importante tenere conto del percorso dell’alunno, evidenziando i progressi e l’impegno; considerare che i rimandi positivi migliorano l’autostima; evitare segni rossi sul foglio e segnalare gli esercizi svolti correttamente, nell’ottica del rinforzo positivo; valutare il contenuto e non la forma.

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Settimana Nazionale della Dislessia 2016

Inizia domani la Settimana Nazionale della Dislessia. Questa prima edizione italiana promossa da AID si inserisce nella cornice dell’European Dyslexia Awareness Week e del sesto settimana_nazionale_dislessiaanniversario della Legge 170 dell’8 ottobre 2010. A 6 anni dall’approvazione della legge che ha sancito, per la prima volta in Italia, il diritto alle pari opportunità nell’istruzione per i ragazzi con dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, la strada per il riconoscimento dei loro diritti è ancora lunga. Bisogna accorciare i tempi di diagnosi, fare formazione agli insegnanti, incentivare la realizzazione e il rispetto dei Piani Didattici Personalizzati (PDP), concorrere per la concreta realizzazione di tutti i diritti sanciti dalla legge 170/2010, affinché migliaia di bambini e ragazzi in età scolare – oltre il 2% degli studenti della scuola italiana – possano accedere a una didattica più inclusiva, e avere maggiori opportunità di relazione, di crescita personale e professionale, così come per gli studenti universitari e chi si accinge ad entrare nel mondo del lavoro. Continua a leggere