Tutta un’altra scuola! Quella di oggi ha i giorni contati

Gli insegnanti, nonostante quanto sostenuto dai più, lavorano anche in vacanza: progetti, idee e programmi impegnano i pensieri dei docenti anche sotto l’ombrellone, ed è per questo che ho pensato di proporvi una lettura che può rivelarsi decisamente stimolante. In tanti fra voi cScuolaonoscono Giacomo Stella, docente ordinario di Psicologia clinica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore di molti corsi di perfezionamento in materia di apprendimento, nonché fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia. Molti di noi hanno avuto modo di incontrarlo durante attività formative, workshop e incontri sui temi della didattica e dei disturbi di apprendimento e ne conosciamo e apprezziamo la chiarezza espositiva e la lucida analisi dell’universo scolastico. Il suo ultimo libro “Tutta un’altra scuola” edito da Giunti (e disponibile in e-book) non tradisce il suo spirito di acuto osservatore che analizza, valuta e propone, anche con ironia, soluzioni a vantaggio dell’intera comunità scolastica.

“A scuola non stanno male solo gli scolari o gli studenti. Ci sono anche molti insegnanti che stanno male, hanno gli stessi sintomi dei loro studenti: vanno a scuola malvolentieri, restano spesso a casa, sono frustrati e a volte si sentono un po’ perseguitati dal dirigente o dalle famiglie”.

Il Prof. Stella illustra la sua analisi con criterio scientifico ponendosi senza pregiudizi e valutando il punto di vista dei docenti, degli alunni, delle famiglie e i modelli didattici prevalenti. La scuola sta affrontando una particolare crisi sotto ogni aspetto che coinvolge e interessa tutti, ciascuno soffre del disagio e si sente talvolta inadeguato a fornire soluzioni appropriate, che sia un genitore, un alunno o un docente. Il testo offre l’immagine di una scuola che resiste al cambiamento e che non riesce a stare al passo con la società che oggi propone canali di apprendimento e mezzi di comunicazione e condivisione delle conoscenze molto diversi da quelli ai quali eravamo abituati per convenzione. Parafrasando “Se un uomo di un’altra epoca arrivasse in visita nel nostro secolo, probabilmente non riconoscerebbe nulla intorno a sé, ma certamente identificherebbe le aule di una scuola”. Il Prof. Stella propone il cambiamento: attraverso l’eliminazione del voto, l’uso della tecnologia, una gestione più attenta delle caratteristiche di ciascuno. La classe è una comunità in cui si discute e ci si confronta, che non necessita del docente-oracolo detentore della conoscenza assoluta. Niente compiti a casa, lavori di gruppo e il suggerimento di eliminare la cattedra quale monumento immobile di una conoscenza stereotipata e statica. Dunque, una prospettiva stimolante. Il fulcro di tutto è probabilmente il ruolo dell’insegnante non più fonte di conoscenza e informazioni, ma una guida che indirizza gli alunni alla ricerca individuale e collettiva del sapere.

A mio parere, anche se è vero che il cambiamento spesso spaventa, ritengo che specie per ciò che riguarda l’educazione e l’istruzione sia decisamente necessario. Spero, quindi, di avervi incuriositi a sufficienza e attendo i vostri commenti e le vostre considerazioni. Buona lettura!

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2 pensieri su “Tutta un’altra scuola! Quella di oggi ha i giorni contati

  1. Umberto Argento ha detto:

    U po’ di tempo fa, mi ponevo il problema del cambiamento della nostra vita.
    Mi fa piacere sentire che adesso ne parlate come approfondimento del problema.
    In questa mia analisi, osservavo che il cambiamento generazionale, era talmente veloce, che la stessa scuola non era adeguata al cambiamento.
    Pensavo a tutti quei ragazzi che, con la nuova tecnologia, sono meglio informati dei stessi insegnanti!
    Pur non essendo un esperto in materia. Vedevo dal mio punto di vista, la difficoltà dell’insegnate in età avanzata, che si sarebbe trovato in difficoltà.
    La riflessione che voi fate la trovo interessante, e conferma le mie profane previsioni.

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