“Cosa vuoi fare da grande?”

Ciascuno di noi ha subito l’assillo di questa domanda, e con stupefacente leggerezza, quasi fosse un rituale, non abbiamo risparmiato le generazioni successive alla nostra. Quanto è stato difficile trovarcosa fuori fare da grande_e una risposta? Alcuni individuano la propria passione e non fanno altro che seguirla, ma non per tutti è così. Quanti di voi hanno cambiato idea col tempo o hanno seguito percorsi differenti, in successione o contemporaneamente? La società e la nostra cultura ci chiedono di essere degli specialisti, dei profondi conoscitori di un unico ambito e chi non riesce a scegliere, a darsi quell’univoca direzione, è colto dalla frustrazione, e quello che da bambini era un gioco fatto di sogni e immaginazione diventa il peggiore degli incubi. Cosa voglio fare? È una scelta importante, fondamentale che ci pone in condizione di valutare prospettive, interessi, ambizioni e coniugarle in un’unica possibilità. Avere molteplici interessi e ambizioni, lasciarsi trascinare da una passione fino ad esaurirla per poi passare alla successiva, non è per nulla una stranezza. Quando abbiamo deciso che l’essere eclettici è un difetto?

La scrittrice e artista Emilie Wapnick definisce questo tipo di persona, che ha cioè una serie di interessi ed esperienze lavorative nell’arco della propria vita, come multipotenziale. Questo genere di persone sono particolarmente creative ed hanno in definitiva la possibilità di esplorare ambiti sempre diversi. Queste peculiarità, come suggerisce la Wapnick, attribuiscono loro almeno 3 qualità fondamentali: 1. Sintesi di idee, perché chi conosce così tanti settori può creare un nuovo ambito disciplinare in cui si combinano due o più campi dando vita ad una nuova intersezione. Si crea innovazione. 2. Apprendimento rapido, passando da un ambito all’altro si è principianti più di una volta, si è pronti a ricominciare, e i processi cognitivi connessi all’apprendimento sono più allenati che in altri individui. Sempre più spesso viene abbandonata la zona di confort e si accresce la propria conoscenza insieme alla propria individualità. 3. Adattabilità, cioè la capacità di trasformarsi in qualsiasi cosa richieda la situazione attivando le conoscenze più adeguate. Possono assumere il ruolo più adatto alle esigenze che la situazione richiede.

Nella società attuale, che cambia e si trasforma ad una velocità sconcertante, queste sono qualità importantissime, è innegabile. Ricordiamolo anche e soprattutto da educatori, quando i guidiamo i ragazzi nelle loro scelte e quando li aiutiamo a scovare e coltivare i loro talenti.

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