La Scuola delle Competenze

I ragazzi che frequentano oggi le nostre scuole rappresentano la generazione dei cosiddetti nativi digitali (dei quali abbiamo parlato qui). Sono, e siamo, immersi in un mondo in cui l’accesso all’informazione è facile e rapido, insegnare quindi non è più un trasferimento diCompetenze saperi e nozioni, ma è un percorso di formazione dello studente competente. È importante crescere cittadini attivi, riflessivi e responsabili, capaci di confrontarsi con gli altri e consapevoli delle proprie capacità e abilità. La competenza è l’applicazione di un sapere in un dato contesto attuando i comportamenti più idonei alla produzione del risultato. È nella relazione tra sapere e fare che si colloca la questione della competenza. Non una semplice capacità di fare, non una semplice conoscenza, ma un saper applicare. Ma come possiamo aiutare gli studenti ad acquisire buoni livelli di competenza e ad imparare ad utilizzare ciò che apprendono? Si può, ad esempio: promuovere l’assunzione di una responsabilità individuale nei confronti dei risultati d’apprendimento, attraverso la valorizzazione dello studio e della ricerca personale, rispettando le potenzialità, le aspettative e le scelte vocazionali di ciascuno; sviluppare la capacità di lavorare con gli altri, promuovendo una competizione orientata a conseguire il risultato, a sconfiggere le difficoltà e i problemi, non i compagni; scegliere e valorizzare le strategie formative che meglio collegano l’imparare al fare:  l’alternanza, l’attività di laboratorio, il progetto (che sviluppa insieme creatività e responsabilità di risultato),il lavorare su problemi, la ricerca attiva delle informazioni e la loro autonoma rielaborazione. In questo contesto, personalmente aggiungere un ulteriore insegnamento: I tre livelli formativi del sapere. Ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare la differenza tra sapere (la conoscenza teorica, che può essere considerata la classica nozione), saper fare (la pratica, l’applicazione del sapere, la competenza) e saper essere (conoscere bene se stesso, sviluppare la metacognizione, e di conseguenza, imparare a relazionarsi con l’altro). Tutto questo, perché, è importante ricordare che ciò che i ragazzi in genere imparano nelle nostre scuole è difficilmente spendibile nel mondo del lavoro, in cui le richieste sono differenti, e più vicine invece, all’applicazione di specifiche competenze.

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