Le emozioni passano, i sentimenti vanno coltivati.

Educare alle emozioni è uno dei compiti più importanti per un genitore, ma anche per un docente/educatore. I ragazzi oggi sono abituati a vivere connessioni, non relazioni, non veri e propri rapporti umani. Spesso si pena che amare un’altra persona significhi desiderarla, immaginando che ci si debba comBaumanportare come se si trattasse di un oggetto. Ed è proprio questo il compito più importante: insegnare a distinguere le persone dagli oggetti. Molti purtroppo, invece, ritengono che il loro agire sia predominante rispetto ai sentimenti delle altre persone, che vengono inevitabilmente considerate persone-oggetto, (da qui comprendi anche l’emergere abnorme di femminicidi e casi di stalking). La mia analisi deriva dallo studio di Zygmunt Bauman. Il sociologo afferma che nella nostra società, in cui la novità e la provvisorietà sembrano prevalere sulla durata delle relazioni, le emozioni non hanno modo di convertirsi in sentimenti: “L’uomo è combattuto tra la voglia di provare nuove emozioni e il bisogno di un sentimento (amore o amicizia) autentico, di un legame profondo che vada oltre l’entusiasmo iniziale”. Insomma, Società liquida=Amore liquido, ovvero, un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame. Continua a leggere

Helicopter-parents: quali conseguenze.

Sostituirsi ai figli per cercare di proteggerli sempre e comunque, può pregiudicarne la capacità di farcela. La volontà dei genitori di proteggere i propri figli, in realtà, crea la condizione opposta. Oggi è helicopter-parentsnecessario essere flessibili, avere la capacità di reagire velocemente agli eventi e riuscire a venir fuori dalle difficoltà. La vita in famiglia, pertanto, dovrebbe essere una palestra. I genitori hanno il compito di educare alla vita, allenare i propri figli alle difficoltà del mondo esterno, invece, troppo spesso si trasformano in spazzaneve, arginando le difficoltà del percorso per evitare scivolate e rovinose cadute ai propri ragazzi. Nulla di più pericoloso. Mamme imparate dai gatti! Tempo fa, una mia carissima amica, mi raccontò in che modo le gatte preparano i cuccioli alla vita, un racconto che mi aprì gli occhi. In particolare, le gatte selvatiche sanno di dover trasmettere ai loro cuccioli tutte le tecniche di caccia, Continua a leggere

Mika e la dislessia

In che modo Mika ha superato le difficoltà legate alla dislessia e ai suoi disturbi dell’apprendimento? Michael Holbrook Penniman junior, classe 1983 ha incantato l’Italia già diversi anni fa, gmika_e_la_dislessiarazie al talent X-Factor, per poi, in breve tempo, conquistare definitivamente il cuore degli italiani per merito della sua affascinante personalità. Sebbene sia sempre sorridente e brioso, in passato, però non sono mancate le porta in faccia, i rifiuti, le derisioni, ma ha saputo ripagare bullismo e discriminazione con la poesia delle sue note: tutto il dolore è diventato melodia, trasformandosi. Nonostante la sofferenza, Mika non ha mai perso la fiducia in sé stesso e negli altri. Come ha più volte raccontato, a causa dei disagi connessi alle sue difficoltà di apprendimento, si è spesso definito come un pesce su un albero. Continua a leggere

L’apprendimento esperienziale

Experiential Learning, che cosa s’intende per apprendimento esperienziale? Apprendere dall’esperienza, e anche velocemente rispetto ai cambiamenti della società, è oggi una delle capacitapprendimento_esperienzialeà più importanti. L’apprendimento è un processo fisiologico, naturale e spontaneo che è però necessario coltivare e stimolare ad ogni occasione. Siamo soggetti, quindi, ad un apprendimento continuo. L’atteggiamento che facilita l’imparare ad apprendere si contraddistingue per i comportamenti specifici, quali: andare incontro, aprirsi mentalmente ed emotivamente al proprio ambiente; accettare e provare ambienti diversi e nuovi uscendo dalla propria zona di comfort; saper lasciare punti in sospeso senza pretendere di voler classificare e spiegare tutto; riflettere su ciò che ha funzionato o meno nelle proprie azioni; identificare, riflettere su e sfruttare il proprio stile e le proprie caratteristiche; essere curiosi, chiedersi il perché delle cose.

L’apprendimento esperienziale è un modello di apprendimento basato sull’esperienza diretta. Competenze, conoscenze ed esperienze sono acquisite al di fuori del contesto tradizionale in aula.  Continua a leggere

Un gioco alla scoperta dei mestieri

gioco-citta-dei-mestieriCome scegliere la scuola secondaria? Restano ancora pochi giorni per l’iscrizione alle classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e molti ragazzi e le loro famiglie si interrogano in queste ore su questa scelta delicata e importante. Qualche tempo fa ti ho proposto un articolo con alcuni spunti su cui riflettere per definire la scelta, oggi, invece, voglio parlarti di un interessante incontro che a riguardo si è tenuto nei giorni scorsi a Torino presso La Città dei Mestieri. È stato presentato il gioco educativo La Città dei Mestieri, si tratta di un gioco di carte sulle professioni rivolto proprio a ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo grado, con cui ci si propone di far avvicinare i giovani al mondo del lavoro in modo divertente. Continua a leggere

Stili cognitivi e stili di apprendimento

L’analisi di stili cognitivi e stili di apprendimento è fondamentale per i docenti affinché possano bilanciare al meglio il loro stile di insegnamento. Sappiamo bene che l’apprendimento è ustili_cognitivi_stili_di_apprendimenton processo attivo di costruzione di conoscenze, abilità, atteggiamenti in un contesto di interazione. L’apprendimento significativo è alla base dell’integrazione costruttiva di pensieri, sentimenti e azioni e induce all’empowerment finalizzato all’impegno e alla responsabilità. Quindi è necessario che si generi un’elaborazione attiva delle informazioni che giungono l’alunno, dalla comprensione, confronto, valutazione e interazione di più fonti informative. Come sappiamo nell’apprendimento sono centrali alcuni processi cognitivi: l’attenzione, come funzione trasversale; la percezione, per l’accesso alle informazioni; la memoria, che permette l’immagazzinamento delle informazioni e la loro reiterazione.

Gli stimoli sono filtrati dai nostri sensi e ciascuno ha un canale privilegiato di input delle informazioni, è importante quindi analizzare attraverso quali canali sensoriali giungano le informazioni in modo da valutare in base all’osservazione quali siano i canali di apprendimento privilegiati per ogni singolo alunno. Continua a leggere

La relazione educativa insegnante-alunno

Come sviluppare una sana relazione educativa alunno-insegnante? L’insegnante ha un ruolo fonla-relazione-educativa-insegnante-alunnodamentale nello sviluppo dello studente; ogni azione educativa si fonda sulla validità della relazione. Gli apprendimenti si costruiscono sulla disponibilità del docente e su risposte positive alle esigenze dell’alunno. Innanzitutto, un rapporto efficace si basa su un comportamento di dominanza del docente. Caratterizzato da sicurezza, autorevolezza e determinazione, senza prevaricazione. Il docente deve essere abile nel condurre le lezioni mostrando responsabilità e consapevolezza, l’insegnante è per l’alunno guida e riferimento stabile.

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L’intelligenza emotiva

Cos’è l’intelligenza emotiva? Secondo lo psicologo statunitense Daniel Goleman, che ne ha formulato il costrutto teorico, con l’intelligenza emotiva si identifica un particolare tipo di intelligenza legintelligenza_emotivaato all’uso corretto delle emozioni. Sviluppare questo tipo di intelligenza può costituire un fattore determinante nel raggiungimento dei propri successi personali e professionali. Le emozioni hanno una tale forza che può ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi (pensiamo ad esempio alla paura), ma se adeguatamente gestite possono rappresentare un vantaggio competitivo in ogni ambito, aiutandoci a comunicare efficacemente, a saperci automotivare, a reagire meglio agli stimoli esterni. Non c’è dubbio che il classico Quoziente intellettivo (QI) sia importante per il nostro successo personale, accademico e professionale. Tuttavia l’intelligenza emotiva è altrettanto importante se non persino di più. Si potrebbe quasi dire che l’intelligenza emotiva sia un prerequisito per il corretto sviluppo e attuazione delle nostre capacità/abilità intellettuali. Continua a leggere

DSA: Cosa fare dopo la diagnosi?

Cosa fare dopo la diagnosi di DSA? Per un genitore confrontarsi con le difficoltà di lettura del proprio figlio nodsa_cosa_fare_dopo_la_diagnosin è semplice; non è semplice capire che il proprio ragazzo che in tante situazioni familiari e sociali è sveglio, intelligente, vivace e brillante, non riesce come gli altri a fare un’operazione abbastanza automatica che è quella di collegare il suono di alcune lettere o di alcuni fonemi alle corrispondenti lettere scritte o grafemi. Così come non è semplice capire che, per affrontare questo disturbo e gli altri disturbi dell’apprendimento, il ragazzo ha bisogno di un intervento specifico e individualizzato.

Il percorso è diverso in base all’età e alla specificità del disturbo, in ogni caso il primo passo è la lettura della diagnosi. Continua a leggere

DSA: Come scegliere le Scuole superiori?


“Quale sarà la scuola migliore? La più adatta? La più facile? La più aggiornata e pronta ad accogliere i ragazzi con DSA?” Ecco le domande di molti ragazzi e genitori difronte all’inevitabile scelta in terza media. Siamo consapevoli che più di tutti è il ragazzo a dover indagare suldsa-come-scegliere-le-scuole-superiorile proprie inclinazioni e aspettative, ma è necessario guidarlo e valutare insieme le molteplici possibilità. La paura di sbagliare e di ritrovarsi a rivivere situazioni passate poche gradevoli è tanta. Le scuole medie, per chi ha un DSA, di solito non sono di grande aiuto. I professori indirizzano gli alunni verso determinati istituti in base ai risultati scolastici e non esattamente in considerazione delle inclinazioni e capacità, così, spesso, gli alunni dislessici sono orientati verso istituti professionali, proprio come i loro compagni meno bravi a scuola. Se da una parte intraprendere scuole con molti elementi pratici può aiutare i ragazzi con DSA a mostrare le loro competenze e capacità non per forza mediate dallo studio teorico, è altrettanto vero che questo non funziona per tutti i ragazzini con DSA. Del resto, siamo chiari, non esiste la scuola perfetta, la scuola migliore, ma quella su misura per te! Continua a leggere